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Un Senior Designer a Singapore

La presentazione di Riccardo Bellotto, 30 anni, Senior Designer a Singapore, inizia con una frase che lascia -ammettiamolo- senza possibilità di replica. “Io sono il figlio della crisi e della politica fallimentare italiana“, scrive Riccardo a giovanitalenti@radio24.it Una dichiarazione secca, tranchant. Il perché lo spiega lo stesso Riccardo, nell’autopresentazione per il blog di “Giovani Talenti”.

Ultim’ora: purtroppo per un disguido aereo oggi Riccardo non potrà essere in onda con noi. Vi invitiamo però a leggere con attenzione la sua storia:

Sono un giovane emigrato, figlio della crisi e della politica fallimentare italiana.

Ho 30 anni, per metà della mia vita ho lavorato: per mia fortuna sono riuscito subito ad inquadrare quello che mi piaceva fare, “l’architetto”. Ho lavorato da dipendente e da solo, ma in entrambi i casi il problema dei giovani professionisti nel mio campo è sempre uno… trovare un lavoro dove ti possano assumere e pagare per quello che vali, non per quello che possono gli altri.

Ho iniziato come cameriere, poi come collaboratore, infine come libero professionista: il problema non era trovare lavoro, ma trovarne uno dove le tue capacità venissero riconosciute e retribuite.

Sono riuscito anche ad avviare una piccola realtà “chiavi in mano”: collaboravo con aziende ed artigiani, coordinavo il tutto per offrire al cliente un lavoro completo, dal design alla realizzazione. Tuttavia, dopo i primi problemi ad essere pagato, mi iniziò a passare la voglia di continuare a fare quel lavoro.

Sembra triste dover rinunciare a fare quello per cui si è portati e quello che piace.

Così, alla soglia dei miei 30 anni, ho scelto di lasciare il Paese che mi aveva dato i natali e scegliere una meta scoperta per pura casualità durante il mio viaggio di nozze, a Singapore.

Una città nuova, piena di vita e di possibilità.

Sono stato scelto mediante un colloquio in videoconferenza via skype da un’azienda di Singapore: neanche dopo 3 settimane ero già sbarcato in terra straniera.

Il periodo di prova doveva durare 3 mesi: dopo neppure uno ero già stato confermato, e avevo iniziato a fare carriera. In Italia non ero neanche considerato: qui sono un Senior Designer che coordina un team di 5 persone.

Il lavoro si svolge con ritmi totalmente diversi da quelli italiani, la gente qui si gode la vita, i centri commerciali sono sempre pieni, e le strade sono pullulanti di persone.

L’Italia è nel mio cuore, ma orami la mia relazione lavorativa con lei è finita, e -come tutte le storie finite- mi ha regalato ricordi belli e brutti“.

+++Noi vi aspettiamo alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Ne discuteremo con Bettina Di Virgilio, giovane designer che ha scelto di restare in Italia… e lavorare con l’Estremo Oriente.+++

 Stay tuned!

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