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Un Patent Attorney a Londra

“La mia storia è un po’ diversa”: inizia così la presentazione di Simone Ferrara, 32enne Patent Attorney italiano a Londra, protagonista oggi a “Giovani Talenti”.

In parte è vero: Simone lavora in un settore abbastanza nuovo per la nostra trasmissione. In un certo senso, di nicchia. Nè è emigrato all’estero per mancanza di offerte di lavoro in Italia. Casomai era la mancanza di stimoli, nel Belpaese, a lasciarlo perplesso. 

Simone condivide però con centinaia di migliaia di coetanei, attualmente all’estero, lo stesso problema: a casa non c’è un Paese pronto a valorizzarlo. Pronto a fare tesoro delle sue competenze internazionali. Pronto a metterlo nel posto di guida della presente -e futura- classe dirigente. E’ questo il vero dramma italiano: la sua visione -lasciatecelo dire, con un po’ di ironia- “tolemaica”… il mondo che gira intorno alla Penisola. E non viceversa.

Simone si presenta così ai lettori del blog di “Giovani Talenti”:

Mi chiamo Simone, ho 32 anni, e da cinque anni vivo in Gran Bretagna – anche se ho lasciato l’Italia nel 2005.  La mia storia è un po’ diversa.  Non sono emigrato per mancanza di lavoro in Italia.  Al contrario, dopo essermi laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, le offerte di lavoro non mancarono.  

Tuttavia, avevo voglia di continuare a vivere in una dimensione internazionale. Una voglia sbocciata da un’esperienza come ricercatore in Finlandia, durante la quale capii quanto siano grandi le potenzialità di crescita che sbocciano quando si lavora in un ambiente internazionale, dove ognuno arriva con un diverso bagaglio di esperienze personali e professionali, pronte per essere discusse e condivise.  

Così, dopo un periodo di studi negli Stati Uniti, sono approdato in Gran Bretagna dove, agli albori della crisi economica del 2008, e dopo un cambio di direzione professionale, ho iniziato a lavorare come Patent Attorney presso una Law Firm a Londra.  

Lavoro ora presso Vodafone dove, oltre ad occuparmi della gestione dei brevetti e della proprietà intellettuale, fornisco supporto legale alle varie compagnie operative, oltre che direttamente al gruppo.

Per me l’Italia è come un maestoso albero in fiore – ammirato da tutti per la sua bellezza – situato però nel mezzo di un deserto dove mancano mobilità, internazionalizzazione e stimoli.  Se domani decidessi di cambiare Paese, so che in molte nazioni avanzate quello che ho fatto finora verrebbe apprezzato, e mi permetterebbe di progredire con la mia carriera.  Se al contrario decidessi di tornare in Italia, nell’ 80-90% dei casi dovrei aspettarmi di ripartire da zero o, nel caso migliore, dal fondo della piramide.  E ciò non è – e non deve essere – accettabile.

Spesso mi chiedo se ho davvero del talento.  Non lo so.  Quello che so è che qualunque sia il mio talento, se fossi in Italia non avrei molte possibilità che esso venga sfruttato al massimo del suo potenziale“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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