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“Se qualcuno ci vuole… noi siamo qui”

Ve lo ricordate Dario Dall’Oste? E’ stato protagonista, lo scorso novembre, di una puntata di “Giovani Talenti” (clicca qui per maggiori informazioni): pochi giorni fa ci ha riscritto. Sconcertato. Nei mesi trascorsi, nonostante il suo messaggio on air fosse stato prevalentemente dedicato alla necessità di riconnessione tra i talenti italiani all’estero e il tessuto produttivo del Belpaese… nessuno si è fatto vivo dalla Penisola, per cercare un contatto professionale.

Dario ha così preso carta e penna (virtuali), scrivendoci questa bella, ma amara lettera:

“Ciao Sergio,

non abbiamo più avuto occasione di sentirci, quindi decido di scriverti per ringraziarti.

A distanza di qualche mese, ogni tanto riascolto il mio podcast ed anche grazie a questo capisco di aver fatto e di star facendo qualcosa, per me, di importante… che nonostante sia dura e i sacrifici, miei e della mia famiglia, siano tanti ed importanti, ne è valsa la pena… l’investimento ha dato frutti e ne darà ancora.

Però più ci penso e più mi riesce difficile capire.

Leggendo le storie che racconti si sentono percorsi fantastici, talenti che esplodono, gente con le palle che -nonostante ostacoli di ogni tipo- ha dimostrato di saperci fare. Persone dotate di capacità e senso etico, a cui non piacciono le scorciatoie. Però, dalla sponda italiana, tutto tace.

Perchè le nostre aziende non approfittano dei professionisti scovati da te in giro per il mondo? Per certi aspetti, Giovani Talenti è un servizio di headhunting eccezionale. In fin dei conti presenta al pubblico professionisti a cui altre aziende hanno dato fiducia, posti di responsabilità e risorse da gestire e ne hanno tratto beneficio, soddisfazione, guadagno!

Io stesso pensavo, forse speravo, che la trasmissione mi desse un po’ di visibilità, suscitasse magari l’interesse di qualcuno, potesse essere un mezzo per nuovi contatti professionali in patria.

Zero, nulla, niente, silenzio.

Ah no, non proprio nulla: molte persone mi hanno contattato via e-mail e attraverso Linkedin per congratularsi, in qualche caso raccontarmi la loro storia e chiedermi, per quanto mi potessi rendere utile, qualche consiglio… su come venire in Lussemburgo, su come andarsene dall’Italia, su quali recruiter esteri contattare, o semplicemente mandandomi il loro curriculum.

Bel segno comunque vedere che in un Paese che naviga a vista, dove il merito cerca di sopravvivere ed il talento fa fagotto… molti non si rassegnino e si rimbocchino le maniche.

Beh, se qualcuno ci vuole noi siamo qui“.

DARIO

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