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Giovani Storici dell’Arte in fuga…

E’ veramente incredibile, in un Paese come l’Italia, culla universale dell’arte, ricevere lettere come quella della nostra ascoltatrice Benedetta.

Leggendola ti rendi conto di quanti anni buttati al vento abbiamo alle spalle. Di quale classe dirigente rozza e incolta abbia gestito il Paese per decenni, sperperandone i veri tesori e il vero valore aggiunto. E di quanto ne stiano pagando -oggi- le conseguenze i giovani.

Se avete suggerimenti o consigli per Benedetta, rispondendo alla sua domanda finale, scriveteci a: giovanitalenti@radio24.it Le passeremo il messaggio!

“Gentile Redazione,

sono una vostra ascoltatrice abituale. Ho trent’anni, una laurea col massimo dei voti in Storia dell’Arte conseguita alla Statale di Milano, un dottorato di ricerca in corso e pubblicazioni alle spalle su riviste e cataloghi. Coordino da anni la catalogazione di un’Archivio di 12mila fotografie storiche.

Conosco il francese, l’inglese e studio tedesco.

Vorrei continuare a fare ricerca e studiare, ma la Storia dell’Arte non è mai considerata una disciplina sulla quale investire… perché non genera reddito. 

L’opinione comune è che lo storico dell’arte abbia scelto questa strada perché è un figlio di papà che può permetterselo. Si pensa che sia una strada di comodo, una disciplina facile, studiata giusto per conseguire una laurea.

Il campo è ampiamente screditato da un’editoria rumorosa, di scarsa qualità e superficiale. Vengono allestite mostre in continuazione, che non sono frutto di ricerca e studio, alimentate da un mercato degli sponsor che non ha a cuore l’approfondimento culturale e una seria divulgazione. Questo stato di cose ha ingenerato l’opinione che gli storici dell’arte siano dei ciarlatani e che il loro lavoro non debba essere giustamente retribuito.

In realtà la storia dell’arte è la materia che in assoluto richiede la cultura più vasta, perché per fare ricerca in questo campo bisogna avere solide conoscenze di storia, letteratura, geografia, lingue ecc. E’ una materia che non sta in piedi da sola. 

In Italia mancano del tutto le prospettive, perché lo Stato non bandisce più concorsi pubblici per le Soprintendenze e i Musei.

Da tempo sto pensando di andare a studiare all’estero, ma mancano i canali di mediazione, perché a differenza di tutti i lavori che trovano sbocco in un’azienda, lo storico dell’arte non è una figura ricercata dal mercato.

Siete a conoscenza di canali che mettano in contatto con l’estero in questo campo?

BENEDETTA

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