Radio24 | Il Sole 24 ORE

Le aziende credono nei giovani laureati?

Una domanda semplice, quella che ci invia il nostro ascoltatore Simone. Nonostante ciò, una domanda che presenta profondi riflessi e implicazioni sulla struttura stessa del sistema-Paese, sul suo potenziale produttivo, sul suo capitale umano qualificato. In un’epoca di competizione globale, in un’epoca di profondo bisogno di talenti per economie a maggiore carica innovativa… continuare sulla strada attuale potrebbe presentare forti rischi, per l’Italia. Rischi di declino.

E se fosse giunto il momento, come suggerisce Simone, di rinnovare la nostra classe dirigente, anche e soprattutto sulla base del parametro del merito?

“Sono un ingegnere meccanico, impiegato da 5 anni in una grossa aienda metalmeccanica.

Ho avuto due precedenti impieghi nel campo dell’automotive, e ho potuto confrontare realtá giapponesi, con quelle europee ed italiane.

Una recente indagine mostra come la fascia di etá con maggiore discoccupazione in italia vada dai 25 ai 50 anni. Questo dato lo si può leggere in tanti modi, uno è il seguente: la fascia di etá indicata è quella che riguarda una classe di popolazione ben precisa, i laureati.

Le aziende non credono nei laureati,  preferiscono un livello culturale più basso perchè comporta un forte risparmio di ingaggio.

Ciò comporta un generale impoverimento culturale della futura classe dirigente, nei confronti del resto dell’Europa.

Questo perchè gli attuali dirigenti sono tecnici che hanno fatto carriera e hanno poco senso manageriale: si predilige la flessibiltá, perchè non si è in grado di prevedere e pianificare. Si predilige la risoluzione delle contingenze allo studio di una metodologia certa di lavoro.

I giovani avvertono queste mancanze, che unite anche alla quasi totale assenza di meritocrazia rendono difficile trattenere i talenti.

La ricetta è di difficile composizione, ma secondo me si potrebbe iniziare col ringiovanire tutta la classe dirigente, adoperare degli indicatori di qualitá di impiego nelle aziende (etá della classe dirigente e titolo di studio, per esempio).

SIMONE

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.