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Un “Future Leader” a Londra

Un Paese dove il talento è meglio nasconderlo… che coltivarlo. Un Paese autoreferenziale, che appare sempre più lontano dal gruppo di testa delle nazioni di riferimento, nella competizione globale per il talento.

E’ un’Italia vecchia, arretrata, destinata al declino, quella che dipinge Edoardo Briola, 25enne Assistant Brand Manager a Londra.

Edoardo è il protagonista della puntata odierna di “Giovani Talenti”. Si presenta così ai lettori del nostro blog:

“Mi chiamo Edoardo, ho 25 anni, vivo all’estero da cinque.

Ho cominciato a viaggiare, un po’ per caso e un po’ per spirito d’avventura, quando di anni ne avevo 17: sei mesi ad Auckland (NZ) per uno scambio durante il liceo.

Quel viaggio ha cambiato la mia prospettiva sul futuro: quella che inizialmente credevo essere la difficolta’ di un adolescente ribelle nel riadattarsi alla monotona vita di casa si e’ gradualmente trasformata nella consapevolezza di quanto inadeguati fossero il sistema scolastico ed accademico (e non solo) italiani.

Durante l’ultimo anno della mia laurea triennale in Management sono partito per uno scambio alla volta di Bangkok, Thailandia… e non sono ancora tornato. Due anni e mezzo di studio e lavoro a Bangkok, sei mesi a Singapore, una breve parentesi a Shanghai. Fino al ritorno in Europa per un Master ad HEC Paris ed il mio attuale lavoro a Londra: a settembre ho iniziato il Future Leaders Programme in Marketing a Unilever.

Iniziare molto presto a viaggiare e vivere altrove e’ “pericoloso”: da adolescenti si e’ ancora tremendamente malleabili. Non solo ci si adatta, ma con ogni spostamento si cambia un po’ di se stessi, con il risultato che rientrare ed accettare tutto cio’ che non va del proprio Paese e’ impresa ardua.

In giro per il mondo ho scoperto il mio talento, una consapevolezza di me stesso che la scuola e l’universita’ italiana mi avevano nascosto per troppo tempo. Ho imparato a guardare sempre avanti, o come direbbero i miei genitori ad ‘aggredire la vita’… Ed e’ quasi banale dire che non tornerei indietro, nel tempo e geograficamente, per alcuna ragione.

Che cosa penso dell’Italia di oggi? Un Paese auto-referenziale, senza alcuna intenzione di aprirsi e migliorarsi. Un Paese dove non esiste una cultura dei giovani e del futuro, dove il talento e’ quasi meglio nasconderlo che coltivarlo. Certo, mi mancano molto il cibo ed il calcio. Ma e’ proprio per questo, e perche’ e’ “solo” questo… che non penso a ritornare”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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