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In fuga con prole…

Il tema del mese di “Giovani Talenti”, che stiamo lanciando in onda dall’inizio di giugno, ci ha restituito numerose risposte via e-mail. Segno, questo, che abbiamo centrato il problema. Purtroppo.

Già, perché la domanda che vi stiamo ponendo da qualche settimana riguarda un tema abbastanza invisibile: l’emigrazione dall’Italia di intere giovani famiglie, con bambini al seguito. Emigrazione ancora più grave, perché estirpa alla radice i semi del futuro di un Paese. I suoi bambini (peraltro siamo ormai in marcato calo demografico).

La consolazione, come ben emerge dalla lettera che state per leggere, è che -se mai torneranno nella Penisola- questi futuri leader porteranno con sé una visione globale. Fra 30-40 anni, saranno loro a prendere in mano il Paese e a modernizzarlo, dopo generazioni di classe dirigente ad elevato tasso di provincialismo. O almeno così speriamo…

Tra le lettere di giovani famiglie ora all’estero, che sono arrivate a giovanitalenti@radio24.it , pubblichiamo oggi quella di Valeria. Noi vi rinnoviamo l’invito a scriverci, raccontandoci la vostra storia di espatrio con figli al seguito.

“Buongiorno, vi scrivo dall’Inghilterra dove ci siamo trasferiti da aprile con mio marito e tre bimbi (5 mesi / tre anni / 5 anni).

Per il momento l’idea e’ quella di tornare in Italia dopo un’esperienza di qualche anno qui, ma penso sia anche troppo presto per valutare.

I bambini sanno che siamo qui perché il lavoro di papa’ e’ qui. La bimba più grande ogni tanto mi chiede : “mamma, bisogna andare nel posto dove ci piace il lavoro? Io vorrei vivere in un Paese con il mare! ” Mi sa che mi toccherà tenere i nipotini in capo al mondo!

Ampliare le loro vedute, far capire loro che e’ divertente giocare anche con bambini che chiamano l'”acchiapparella” “tag” e il “nascondino” “hide & seek”, che si può andare a scuola in un altro posto, che le Barbie “le vendono anche qui”, penso sia molto positivo per la loro crescita

Ora sanno che c’e’ un’alternativa a Gallarate… e che basta prendere l’aereo e i giochi preferiti, e si può vivere da un’altra parte.

Cordiali saluti”,

VALERIA