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Emigrare in Usa / 1 – Istruzioni per l’Uso…

Prima lettera da Detroit (USA) della nostra ascoltatrice Marta, che questa primavera ha fatto armi e bagagli, trasferendosi col marito Oltreoceano (leggi a questo link l’e-mail con cui Marta annunciava a “Giovani Talenti” la sua partenza).

Marta ci aveva promesso non solo di farci avere sue notizie presto, ma anche di avviare una corrispondenza con il nostro blog, per fornire informazioni utili ad altri aspiranti emigranti a stelle e strisce.

In attesa delle sue prossime lettere, pubblichiamo oggi -alla ripresa ufficiale del blog- la prima lettera di “istruzioni per l’uso” che Marta ci ha inviato a fine estate. Enjoy!

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PREPARARSI ALLA PARTENZA

Finalmente la proposta in cui tanto speravamo si è concretizzata! Dopo l’ennesima trasferta in USA, a gennaio 2013 Davide (mio marito) rientra con una gran bella sorpresa: proposta di contratto di espatrio in mano e una ventina di giorni per riconsegnarla firmata o rigettarla!

Bene, “anno nuovo – vita nuova” in tutti i sensi! Ok, io come al solito sono sommersa dagli impegni lavorativi, lui dagli arretrati che come al solito si accumulano dopo quasi un mese di trasferta all’estero.

Poco tempo per parlarsi, poco tempo per riflettere, ma… ogni lasciata è persa, quindi… ACCETTIAMO!

E così comincia la preparazione: mille cose a cui pensare e nessuno che ti sappia esattamente dire cosa ti serve sapere per organizzare un espatrio. Comincia la ricerca sul web… e le informazioni si accavallano, sovrappongono, contraddicono. Ancora oggi fatico a razionalizzare i passaggi che abbiamo seguito per arrivare qua in Michigan, è stato tutto così veloce e frenetico che in alcuni  momenti mi sembrava di stare in una lavatrice in centrifuga. Ma… cercherò di andare con ordine, partendo dalla cosa più importante.

IL VISTO

Come prima cosa, è bene sapere che di visti per gli USA ce ne sono a bizzeffe! Tutto dipende dalla  motivazione per la quale ci si trasferisce – intercompany transferee, tirocinante, studente,  giornalista, etc. Se prevedete di trasferirvi con coniuge al seguito, sappiate che sono pochissime le tipologie, tra le numerose esistenti, che consentono alla vostra dolce metà di lavorare legalmente in US.

Non solo, ma anche qualora otteniate una di queste tipologie di visto, è bene sapere una cosa molto importante: un’informazione spesso trascurata o ignorata, che ho scoperto nelle mie notti pre-trasferimento passate sul web alla ricerca di informazioni di ogni tipo, e che è invece importante avere ben chiara onde evitare grattacapi futuri. Quando si dice che un certo visto consente al coniuge di lavorare, si omette un’informazione importante, riassumibile in tre sole lettere: EAD (Employment Authorization Document). Solo con questo documento il vostro coniuge potrà effettivamente e legalmente accettare un lavoro negli USA.

L’EAD (Employment Authorization Document)

A dispetto di quanto riportano i commenti su numerosi forum di expats, ottenere l’EAD non è affatto complicato, solo un po’ lungo e dispendioso…ma non lasciatevi convincere dagli studi legali che si propongono di supportarvi nella compilazione dei moduli e nella preparazione della documentazione: se siete sopravvissuti alla preparazione dell’espatrio, sarete certamente  in grado di compilare l’application per l’EAD a occhi chiusi!

In sintesi: una volta entrati in USA con il vostro nuovo visto, scaricate il modulo di richiesta EAD dal sito USCIS (United States Citizenship and Immigration Services), compilatelo, pagate la relativa tassa – al momento è pari a 380.00 USD – e speditelo all’indirizzo indicato insieme ai documenti richiesti. Potrete scegliere tra la spedizione cartacea o quella elettronica; ma nel secondo caso il procedimento è in parte più complesso, quindi consiglio la prima soluzione.In genere si consiglia di aspettare una decina di giorni. Sappiate che per una risposta dovrete attendere 2 o 3 mesi (il sito dice 90gg… io sono stata fortunata e l’ho ottenuto in circa 1 mese e mezzo).

L’EAD ha validità di 2 anni e può essere rinnovato più volte, sempre pagando la relativa tassa.

Ma non è finita: nel panorama dei documenti con cui un expat in USA deve familiarizzare ce n’è uno che, tra tutti, spicca come un diamante, data l’importanza che il governo statunitense gli attribuisce – il SSN (Social Security Number).

Alla prossima!

MARTA

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