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Un Designer a Bangalore

E’ ancora Milano una delle capitali mondiali del design? Possiamo ancora vantarci della nostra creatitivà, del nostro stile, della nostra capacità innovativa? Permettiamo di dubitarne, quando leggiamo storie come quella di Tommaso Bistacchi, 31enne designer trasferitosi la scorsa primavera in India. Cosa ha inseguito… quale sogno? Semplicemente il sogno della valorizzazione professionale, di prospettive di crescita, di un contratto decente e sicuro. Tutte cose che Milano -e l’Italia- non gli potevano offrire.

Tommaso, protagonista della puntata di oggi di “Giovani Talenti”, si presenta così ai lettori del nostro blog:

Mi chiamo Tommaso, 31 anni, furniture designer, milanese doc e ora emigrato a Bangalore, India.

Sono cresciuto e ho studiato a Milano, Liceo Classico Parini, poi Politecnico (Facoltà di Disegno Industriale). Nel mentre, un’esperienza di stage in fabbrica in Danimarca, poi in Olanda, Eindhoven. Sono quindi tornato in Italia per laurearmi e per iniziare a lavorare nella capitale del design italiano.

Dopo il primo anno di lavoro in uno studio di design, il panorama e le prospettive  non erano delle più rosee. Forte dei miei 26 anni, di un po’ di incoscienza mista a freschezza e tanta voglia di fare, decido di mettermi in proprio e occuparmi di design di mobili, lampade e in generale arredamento per la casa.

Inizio ad avere rapporti diretti con le aziende, piccole o grandi che fossero, a contatto con il tessuto produttivo italiano. Inizio a farmi conoscere presentando buoni progetti, e a mettermi in luce vincendo o ricevendo menzioni in diversi concorsi internazionali di design per Benetton, per Calligaris, Antonio Lupi, Scic Cucine. Partecipo regolarmente al Salone del Mobile, sia tramite aziende che producono i miei oggetti, sia attraverso autoproduzioni e collaborazioni con altri giovani designer.

Il panorama italiano però inizia a starmi molto stretto: per ogni piccola soddisfazione o successo, per ogni bella relatà professionale, la serie di mortificazioni, tempo perso e tante energie ed entusiasmo sprecati, è lunghissima.

Non ho mai pensato che sarebbe stato facile e amo le sfide, ma l’inerzia e la scarsa professionalità che incontravo in un settore per cui l’Italia e Milano in particolare erano famosi nel mondo, è qualcosa che mi lascia sempre l’amaro in bocca.

A marzo 2013 sono stato contattato da una grossa società di architettura e interior design asiatica: volevano aprire una nuova start-up in India, come dipartimento di furniture design, e affidarmi il ruolo di Design Leader. Negli ultimi tempi io e la mia compagnia guardavamo all’estero, ma mai avrei pensato all’India.

Colgo la palla al balzo e vedo questa come un’ottima opportunità, un gradino per entrare nel mondo del design in Asia e -allo stesso tempo- per ricoprire una posizione di art direction e responsabilità che in Italia sarebbe una totale utopia per la mia età…

Ora sono a Bangalore da 6 mesi, con un ottimo stipendio, contratto a tempo indeterminato fino alla pensione (58 anni), vari bonus tra cui casa e ottima copertura medica, viaggio molto tra Singapore, Bangkok, HongKong e Vietnam, a contatto diretto con i produttori e i clienti internazionali, ho carta bianca per tutto quello che riguarda il design, l’immagine dell’azienda e la produzione.

Ho potuto scegliere e assumere un ottimo team di giovani designer indiani e iniziare collaborazioni con designer in Europa. Mi hanno concesso un’enorme fiducia e stanno investendo tantissimo per farmi fare quello che so fare al meglio.

La vita in India non è facile e le differenze culturali sono tantissime… ma rispetto alle difficoltà e alle mortificazioni dell’Italia, questo è niente perchè ora posso vedere chiaramente un futuro per me e la mia compagna, purtroppo lontano dall’Italia.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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