Radio24 | Il Sole 24 ORE

Lettera a un Giornalista Emigrato…

Caro Hermes,

prendo spunto dalla lettera che hai inviato a giovanitalenti@radio24.it per aprire una riflessione sul mondo del giornalismo, che ci vede entrambi coinvolti. Una riflessione che -premetto- esprime solo la mia personale posizione.

Tu sei dovuto emigrare in Inghilterra, dalla Sicilia, per poter inseguire il sogno di lavorare come reporter.

Non provo neppure a convincerti a ripensarci: anzi, ti dico, resta dove sei. E affermati là.

Il mondo del giornalismo in Italia sa sempre più di marcio. Cognomi famosi e importanti che si ripetono (sarebbe bello stilare una lista completa al riguardo, ci divertiremmo!), figli o “parenti di” inseriti a raffica in una casta che si autoprotegge senza più alcun pudore, meritocrazia vicino allo zero. Anche perché è più facile “raccomandare” qualcuno nel giornalismo: la bravura qui è meno misurabile oggettivamente, rispetto ad altri settori professionali.

Nel mezzo, un Ordine che non sappiamo più bene a cosa serva, e scuole di giornalismo che sono diventate -negli anni- il quasi unico canale di ingresso alla professione (nonché viatico di interessanti carriere esterne per giornalisti che già lavorano ben tutelati in redazione), otturando quei pochi spazi di libertà per gli outsider. Insomma, alla fine diventa giornalista quasi solo chi ha i soldi -o i contatti buoni- per permetterselo. La casta che alimenta la casta.

Te lo scrive uno che -ironia della vita- a causa del suo cognome (identico a quello di un famoso giornalista della carta stampata) è stato a volte considerato -erroneamente- “figlio di…” Mi son fatto certe risate, quando l’interlocutore se ne accorgeva. Semplicemente, faticava a comprendere come potessi lavorare, senza essere per l’appunto “figlio o parente di giornalista”.

Tu hai potuto scegliere all’estero di studiare giornalismo, e frequentare una prestigiosa scuola. In un ambiente internazionale, a una giusta distanza di sicurezza da questa Italia provinciale. Hai fatto bene.

Chiudo con una citazione cinematografica: “Goodnight… and good luck!”

Questa la tua lettera, Hermes:

“Ho 22 anni ed una laurea in Giornalismo presso l’Università degli studi di Messina, col voto di 102/110.

Sin da adolescente, ho sviluppato una grande passione per il giornalismo e lo studio delle tecniche comunicative.

Negli ultimi sei anni, ho collaborato con tutti i principali quotidiani online messinesi, con una Tv e due radio locali.

Nel maggio scorso, ho svolto il ruolo di mediatore per l’evento “Uberto Bonino: la scommessa sui giovani”, l’importante manifestazione patrocinata dal Rotary e svoltasi presso l’Auditorium della Gazzetta del Sud.

Ho infine deciso di aprire “Il Nuovo” (ilnuovo.me): blog di opinione che, in appena due mesi di vita, ha già registrato più di 21.000 accessi.

Venerdì mi trasferirò a Londra, per frequentare la London School of Journalism: la prestigiosa scuola di giornalismo presso cui sono stato accettato.

Se ci saranno le opportunità, resterò a lavorare all’estero.

Messina, la Sicilia e l’Italia, specialmente nel mio settore, non mi consentono di pensare ad un futuro stabile.

A Londra – anche se via internet – ho trovato una disponibilità differente ad ascoltare anche il pensiero di chi nel Belpaese conta meno: i giovani“.

HERMES

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.