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“Noi ci crediamo… anche se in Italia è dura”

Come ci ha insegnato la storia di Stefano Iannucci, che avete ascoltato sabato scorso a “Giovani Talenti”, non c’è proprio partita, quando si tratta di scegliere l’ecosistema in cui avviare una start-up innovativa. L’Italia non riesce proprio a competere con numerosi Paesi europei. Eppure c’è chi, come il nostro ascoltatore Luca, ci scrive per dirci di avercela fatta.

Certo, Luca continua a prediligere la Gran Bretagna quale luogo di approdo delle sue idee imprenditoriali. Ma ha ancora molte speranze e progetti concreti nel cassetto, per creare società nel suo Trentino.

La lettera di Luca apre uno spaccato molto interessante sulla nostra nuova classe imprenditoriale: giovane, innovativa, assolutamente globale. Di casa in UK, tanto quanto sulle nostre Alpi…

“Salve,

da tempo ascolto la vostra trasmissione, che considero molto interessante e soprattutto utile per molti ragazzi italiani.

Sono Luca, ho 22 anni e mi sono da poco laureato a Trento in Studi Internazionali e Relazioni internazionali. Nei passati tre anni di studio ho potuto provare sulla mia pelle e raffrontare il fare impresa all’estero ed in Italia.

Ho avuto l’opportunità di aprire due aziende, una in Italia, Danzika SRL e una Limited a Londra, JumpAround LTD. Ora mi trovo a viaggiare tra l’Italia e Londra per mantenerle entrambe, non so ancora per quanto…

Devo dire che il numero di ragazzi che parte dall’Italia e soprattutto dal nostro Trentino con meta Londra è a dir poco impressionante. Da un anno a questa parte son partiti in più di 150. Cosa ancora più incredibile, praticamente tutte le partenze sono state frutto del passaparola e non è stata fatta pubblicità. C’è un’incredibile voglia di allontanarsi dall’Italia.

A livello di facilità di mantenimento e apertura d’impresa c’è una differenza importante: per aprire un’azienda a Londra bastano meno di 100 sterline, mentre in Italia ci vogliono migliaia di euro.

Stesso dicasi per il mantenimento, che in Italia assume dei livelli improponibili per un giovane imprenditore, a livello di commercialista o spese generali.

A Londra niente commercialisti, niente notai ecc.. Basta un PC e -volendo- un ufficio di riferimento per iniziare un’attività imprenditoriale.

Anche la tassazione è diversa, soprattutto per le nuove aziende. Fino a 70mila sterline di fatturato non c’è nemmeno il VAT ( corrispondente dell’IVA)!

Adesso, nell’ultimo mese, ho avuto l’esigenza di aprire una terza azienda per la creazione di una web app per Facebook… e la scelta è ricaduta sul Regno Unito.

Con un mio collega da un anno stiamo lavorando ad un altro progetto e alla quarta azienda che dovremmo aprire entro il 2013, questa volta speriamo possa nascere sul territorio trentino,  grazie agli incentivi che vengono proposti da diversi enti.

Ci crediamo, pensiamo che la voglia di emergere, la passione e la grinta della gioventù e soprattutto le idee ci aiuteranno a mettere quel qualcosa in più che manca per affermarsi in un ambito così innovativo… anche se in Italia è difficile”.

LUCA

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