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Controesodo Imprenditoriale

E’ una potente iniezione di ottimismo la lettera che ci ha inviato il nostro ascoltatore Tommaso, giovane imprenditore di rientro in Italia dopo sei anni all’estero.

Ottimismo, perché la sua voglia di rinnovamento è realmente contagiosa: Tommaso non nasconde la realtà che ha incontrato tornando in Italia, che un altro ascoltatore -su questo stesso blog- ha definito con grande lucidità come “tribale”.

Ma Tommaso se ne infischia: lui guarda al futuro. Lettera da leggere. E far leggere: tipico caso di “ottimismo virale”:

“Mi chiamo Tommaso, ingegnere meccanico laureato a pieni voti presso La Sapienza a Roma: sono partito a 25 anni verso Bruxelles, per un “Graduate Development Program” presso un’importante multinazionale del settore automobilistico, con un contratto a tempo indeterminato e un ottimo stipendio. Era il 2003.

Per tutto il periodo di studi universitari avevo cercato e vissuto esperienze di studio e lavoro in Francia, Canada e Stati Uniti. Sognavo di ripartire all’estero dopo la laurea, di lavorare in un ambiente dinamico su progetti internazionali, e di imparare tanto. Era una fortissima aspirazione e motivazione che mi guidava, eppure credo di essere partito con l’idea di non lasciare il mio Paese in via definitiva, ma di rientrarvi in tempi futuri.

Un’esperienza durata 6 anni, che mi ha dato molto e insegnato tantissimo dal punto di vista professionale, ma che mi ha scavato dentro una forma di vuoto, una sensazione di mancato radicamento: come se non sentissi nessun legame col territorio nel quale vivevo. Sentivo anche di non riuscire ad esprimere pienamente me stesso, nonostante la buona padronanza delle lingue straniere. Ho lasciato il mio lavoro, ho deciso di rientrare in Italia, il mio Paese, la mia terra. Era il 2009.

Non ho semplicemente deciso di tornare a casa: ho deciso che sarei tornato per fare l’imprenditore.

Volevo mettermi in proprio, essere capace di concepire un progetto innovativo, concretizzarlo, renderlo sostenibile e guadagnarmi da vivere.

Quante volte mi son sentito dire: ma chi te l’ha fatto fare di tornare?

E come dare loro torto…. Quanta sfiducia, delusione e frustrazione ho visto attorno a me, quanti giovani di talento con le ali tarpate da ignoranza e nepotismo ho incontrato.

Eppure ho perseverato, e non ho mai perso (non ancora almeno…) la volontà di costruire il mio futuro in questo Paese, che non voglio lasciare in mano agli incapaci, ai corrotti, ai disonesti e ai mafiosi.

Voglio poter vivere felice in Italia, la mia terra, la terra dei miei genitori e dei miei nonni, e voglio che questo possa succedere anche al mio nipotino, e a tutti i giovani delle generazioni a venire.

Forse mi ha sostenuto in questo sogno il fatto di incontrare tantissima gente in gamba, gente che nel loro piccolo compiono imprese straordinarie con intelligenza e caparbietà, nonostante le difficoltà di cui si parla tanto, e che non si possono negare.

Sto avviando un’attività come imprenditore agricolo: produzione di germogli biologici, una ventata di aria fresca nella tradizione della produzione agricola e della cucina nostrana. A volte non è così difficile trovare idee imprenditoriali, andare all’estero ci fà scoprire un’infinità di opportunità per prodotti e servizi che mancano qui da noi.

Ho appena iniziato, e sono ben lungi dall’aver consolidato l’impresa, eppure già mi proietto nel futuro, coi piedi per terra, pensando a come un giorno potrò coinvolgere altri giovani nel mio progetto, creare opportunità di lavoro, e aiutare la transizione verso un’economia e una società sostenibili, in armonia col nostro territorio così maltrattato e sofferente.

Senza illudermi, ma senza smettere di credere: be the change you want to see in the world”.

TOMMASO

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