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“L’Italia? Un Paese morto. Forse finge di non saperlo…”

Non ha certo peli sulla lingua, il nostro ascoltatore Livio, che ci scrive dal Vietnam.

La sua è una lettera amara e durissima, verso il Paese che ha dovuto lasciare. Verso un modello di gestione del Paese che ha finito per affossarlo.

Le parole di Livio sono taglienti come lame, a volte forse fin troppo provocatorie: ma si inseriscono benissimo nella discussione di gennaio di “Giovani Talenti”, relativa alla mediocrità della nostra classe dirigente.

Non facciamo gli struzzi: leggiamo questa missiva dal Vietnam.

“Cara Redazione di Giovani Talenti,

Io NON sono un GIOVANE, ma un 50enne Talento!!!!!!!

Attualmente in Vietnam e vice-presidente di una compagnia aerea regionale, ma desidero raccontarvi una storia, la mia storia.

Dopo gli studi in Italia ho cercato di trovare lavoro presso la nostra compagnia di bandiera, ma ogni tentativo e’ sempre naufragato – non so adesso ma all’epoca se non eri molto ben “sponsorizzato” non ti rispondevano nemmeno.

Quindi ripiegai su lavori alternative, fino a quando -finalmente- vengo assunto da un compagnia aerea start-up……………

AIUTO AIUTO la compagnia fallisce dopo due anni di operativita’: non per mancanza di lavoro, ma per avidita’ della proprieta’ e guida alla “vediamo che facciamo oggi”, perche’ “domani e’ già troppo in la’ nel tempo”.

Finita questa tragica esperienza trovo un’altra opportunita’ a Bergamo con un altro vettore generale, che fa la stessa fine della prima – in questo nord e sud, in Italia, si equivalgono.

Dopo oltre un anno SENZA LAVORO e sulle spalle di mia moglie, colto da disperazione e stress mentale un amico che avevo conosciuto nella prima compagnia aerea, andato a lavorare in Francia, mi chiama e mi offre un lavoro in Africa. Accetto senza neanche pensare e parto…

Mi si e’ aperto un mondo diverso: da quel momento non ho mai piu’ rimesso piede in Italia per lavoro, ma solo per vacanza. Questo accadeva nel 2000.

Oggi sono in Vietnam: sono vice-presidente di una compagnia regionale e consulente di molte aziende sempre in South East Asia che operano nel settore aeronautico.

Qui ho fatto una carriera che in Italia NON avrei fatto mai,  perchè non ero figlio di………… nipote di……….., qui guardano al reale valore e ti pagano regolarmente, facendoti partecipare agli utili con reali BONUS ogni fine anno.

Ma -come in tutte le cose- la mia storia ha il suo rovescio di medaglia: il mio rovescio e’ per me una ferita che non si rimarginera’ mai: ovvero, la mia famiglia, che NON ha voluto seguirmi. D’altra parte, se dovessi solo pensare di tornare in Italia farei solo la FAME.

Come vedo io l’Italia da qui???? Tutta la classe politica e’ semplicemente RIDICOLA: impegnata a parlare… parlare e parlare, promettere…promettere… promettere e le poche cose che fa NON servono a nulla. Poi sono bravissimi nel decidere di NON decidere  nulla!!!!!!!

Cara redazione, sapeste quante volte e a tutte le latitudini sento RIDERE  dell’Italia, RIDERE degli Italiani e ridere di ogni cosa riguardi noi.

Cara redazione, per essere rispettato io come Italiano devo lavorare due volte di piu’ e devo essere estremamente preciso. Altrimenti scatta subito il commento: “e’ Italiano, cosa vuoi pretendere!”

Per quanto riguarda una mia visione generale sull’Italia eccola: siete un Paese morto e NON lo sapete. O fate finta”.

LIVIO

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