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Un Ingegnere in Belgio

Si può desiderare di lasciare l’Italia, anche quando un lavoro lo si ha? Sì, se ci si accorge che risulta ampiamente al di sotto dei più basilari standard, in termini di crescita, prospettive, salario e merito. Un problema purtroppo sempre più comune ai nostri giovani professionisti. Chi se ne rende conto, cerca altri lidi oltreconfine, dove poter giocare finalmente in Serie A.

E’ questo il tema oggi al centro della puntata di “Giovani Talenti”, che vede protagonista Paolo Quartulli, 33enne International Prohect Manager per Gaz De France a Bruxelles. Paolo si presenta così ai lettori del blog di “Giovani Talenti”:

Sono un ingegnere di 33 anni, vivo a Bruxelles da circa due anni. Dopo sei anni di carriera lavorativa svoltasi in Italia, principalmente a Milano, quando ormai non ci speravo piu, mi e’ giunta quella proposta che sempre avevo sognato, l’inizio di una carriera internazionale.

Oggi lavoro nell’headquarter di una multinazionale di ingegneria che fa capo ad uno dei top player energetici al mondo (GDF Suez), e mi confronto giornalmente con dinamiche che interessano i cinque continenti: il mio ruolo, International Project Manager, e’ infatti quello di sviluppare ed integrare,  nei mercati emergenti in particolare (Sud America, Sud Africa, Emirati Arabi, etc.), nuove Centrali Elettriche. Sono a capo di diversi team di lavoro, caratterizzati da gente di diversa nazionalità, eta’ e background professionale… e devo dire che questa e’ la cosa che più di tutte mi “sballa”.

Alle persone che mi chiedono se l’Italia mi manca, rispondo: “Chiaro!” a quelle, ‘poche oramai’, che mi chiedono allora quando rientri, rispondo ” Magari un giorno, ma ora devo andare , sto pianificando di lasciare l’Europa“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!


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