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“Fiera di non essere parte di una certa Italia!”

Ve la ricordate Valentina Calista (clicca qui per leggere la sua storia)? Raccontammo la sua vicenda di dottoranda in UK all’inizio di novembre. La sua è una storia di porte sbarrate in università, di un “pellegrinaggio” tra i concorsi italiani, con un’ultima tappa, in quel di Chieti, dove il concorso per il posto da dottoranda si risolse così, nel racconto di Valentina: “mi alzai, lasciai il foglio in bianco e lo consegnai al presidente della commissione, nonché direttore del dipartimento interessato. Lui -sorpreso- mi disse: “Signorina, c’è qualcosa che non va?”. Io risposi: “Si, sono venuta solamente perché ho pagato 60 euro di tassa, e mi volevo togliere lo sfizio per l’ennesima volta, osservando quanto sia tutto una buffonata! Me ne vado in Inghilterra”. Lui rimase choccato. L’altro commissario, nonché Professore di ruolo, mi sorrise e mi disse: “Signorina, complimenti, lei ha capito tutto“.

Un’altra Valentina (coincidenza dei nomi…), anche lei interessata a una carriera universitaria, si è riconosciuta nella storia, ha preso tastiera e mouse, e ci ha scritto la sua testimonianza. Il finale della lettera, con quello scatto d’orgoglio, merita un abbraccio da parte di quell’Italia onesta che ancora sopravvive. A fatica, forse ormai minoritaria… ma sopravvive.

Anche a lei il nostro in bocca al lupo:

“Ciao a tutti,

sono Valentina, aspirante ricercatrice in Italianistica, costretta dopo vari tentativi qui in Italia a provare la strada dell’Estero. Attualmente sono in contatto con alcuni atenei svizzeri e francesi, per proporre il mio progetto.

Conosco bene la catastrofica situazione di Chieti, anch’io ho provato il dottorato lì e quando andai a fare la selezione non c’era NEANCHE la prova scritta (quindi nulla a cui appellarsi)  ma soltanto un colloquio penoso e senza senso, che durò nemmeno due minuti.

Ovviamente era già stato deciso il nome del ricercatore a cui spettava il posto. Sono d’accordo con Valentina e la ammiro molto per la scelta fatta ed il coraggio! Certi meccanismi li si può combattere solo a brutto muso, senza mezzi termini nè soluzioni di mezzo.

La mentalità vigente nel nostro Paese, non solo nell’ambito della ricerca universitaria, è fondata sul puro arrivismo, sull’interesse di facciata e sulle conoscenze. Si misura con parametri beceri di questo tipo, il valore di una persona e del suo lavoro. Fiera di non essere riuscita a farne parte!

VALENTINA

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