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“Noi che ce ne andiamo siamo la vera speranza dell’Italia”

E’ un vero e proprio appello generazionale, quello che lancia Niccolò dal Cile. Un appello ai suoi coetanei a lasciare la Penisola, formarsi e crescere all’estero, in Paesi ancora in grado di concedere una speranza.

E poi forse tornare, quando saranno rimaste solo le macerie lasciate da una classe dirigente incompetente e corrotta. Tornare per ricostruire.

Una lettera straordinaria, che concilia drammaticità e speranza. Una lettera che ci fa scoprire “la vera speranza dell’Italia”:

“Mi chiamo Niccolò, ho 23 anni e da Settembre sono a Santiago del Cile. Dopo la laurea triennale in Ingegneria Gestionale a marzo 2013, ho scelto di non proseguire gli studi universitari e venire in Cile per far parte di un team di innovatori nel settore dell’educazione.

Andarsene non è facile. Non è facile soprattutto se decidi di farlo interrompendo il tuo percorso universitario, scegliendo di andare dall’altro lato dell’oceano e nell’altro emisfero, e senza la sicurezza di un lavoro.

E’ una scelta che avrei fatto in ogni caso, perché voglio conoscere il mondo e perché è necessario muoversi per trovare le persone giuste con cui costruire e realizzare la propria visione, ma le attuali condizioni economico-sociali del nostro Paese mi hanno spinto a farlo prima, e con una prospettiva di lungo termine. L’Italia ha sostanzialmente condannato la mia generazione e le prossime a pagare il debito lasciato sulle loro spalle: lavorare per pagare il conto altrui, non avendo niente da risparmiare per sé. Vivere e lavorare per il passato, invece che per il futuro. No grazie. Io non ci sto, e sarebbe miope ed assurdo aspettarsi una soluzione dalla politica. Via dall’Italia, questa è l’unica soluzione.

Tutti i Paesi occidentali, chi più chi meno, presentano la medesima condanna per i propri giovani, e ho quindi voluto guardare oltre, ai Paesi che offrono maggiori opportunità e le basi per un futuro migliore.

Dove? La mia risposta è stata: il Sud America.

Ci sono buone ragioni per pensare che l’America Latina sia il continente del 21° secolo. Dal Messico al Cile si parla la stessa lingua, con il Brasile unica eccezione, e ovunque la società è il risultato di mix migratori che hanno determinato una notevole varietà e dinamicità culturale e una diffusa ed innata mentalità imprenditoriale; i paesi latinoamericani inoltre presentano le statistiche demografiche migliori al mondo per una crescita stabile di lungo termine, con un Total fertility rate generalmente di poco superiore a 2, e l’attrazione nei confronti degli occidentali è forte grazie alla facilità d’ambientamento per le affinità culturali. Infine ci sono le bellezze naturali, l’ottimo cibo e la buona musica.

Tutte caratteristiche che per esempio l’Asia, principale competitor, secondo me non può vantare.

Sono venuto in Cile perché qui ho trovato delle persone di cui condivido valori e visione. Ad Exosphe.re ho avuto l’opportunità di imparare moltissimo da persone di estrema esperienza e conoscenza, di lavorare per creare quell’alternativa al sistema scolastico ed universitario tradizionale che il mondo necessita con tanta urgenza, e di incontrare altri giovani da ogni angolo del pianeta che -come me- condividendo la passione per una vita indipendente, imprenditoriale, e volta all’innovazione tecnologica e sociale, hanno deciso di rischiare e investire su se stessi.

Chi se ne va dall’Italia è la vera speranza dell’Italia stessa. Perché chi se ne va fa il passo necessario per salvaguardare il proprio futuro, creando le basi per avere il capitale finanziario ed umano, l’energia, e la visione necessari per -forse un giorno- tornare e ricostruire l’Italia dalle macerie cui sarà stata ridotta.

I giovani devono smettere di contribuire ad un sistema che uccide la loro potenzialità e neutralizza il loro talento, e devono venire a costruire il proprio futuro dove sono messi in grado di esprimersi”.

NICCOLO

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