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“Resilienti”

Lettera sintetica, ma portatrice di un messaggio potente quella che ci invia il nostro ascoltatore Cividino: lettera di chi è rimasto a lottare qui. Nonostante tutto e nonostante tutti. Persone come lui andrebbero premiate. Poi però sorge l’inevitabile -cinica- domanda: ha senso restare a giocare in Serie C, per una squadra che fa di tutto per falciarti in mezzo al campo… quando c’è la Champions League che chiama?

Scusate il paragone calcistico, ma immagino che per molti giovani di valore la sensazione sia un po’ questa, obbligati come sono a confrontarsi quotidianamente con un Paese ancora troppo spesso dominato da mediocri e “amici/figli di”, specializzati nel soffocare il talento nella culla.

“Buongiorno,

sono un assegnista di ricerca da circa 10 anni e volevo fare alcune riflessioni e possibili spunti per nuove trasmissioni. Ritengo che oggi sia molto più semplice espatriare piuttosto che rimanere in Italia a lottare con Baronie e Patriarcati.

L’esperienza all’estero è la base di ogni ricercatore: tuttavia ritengo che occorra rafforzare chi cerca con tutte le sue forze di portare avanti anche dall’Italia quel poco di ricerca pubblica che è rimasta.

Devo essere sincero: mi piace molto la vostra trasmissione, ma vorrei che fosse valorizzato anche l’aspetto di chi non solo ha deciso di tornare, ma  rimanere in Italia e di essere resiliente a questo periodo poco favorevole.

Ho deciso di restare ne sono fiero, a volte mi scontro contro i mulini a vento, mi dispero per autofinanziarmi stipendio e ricerca, ma spero un giorno di poter essere strutturato per cambiare le cose da dentro”.

CIVIDINO

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