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Un Manager nella Cina di “seconda fascia”

Gestire le attività in Estremo Oriente di una multinazionale svizzera, a neppure 40 anni di età. Una storia davvero straordinaria e proiettata nel futuro quella di Simone Rancan, 39enne manager al lavoro in una delle tante città di “seconda fascia” della Cina.

Un’occasione imperdibile, questa puntata, per fare il punto sulla moria dei giovani manager italiani… specie sempre più rara in un Paese che ha perso di vista la strategia e la pianificazione. Insieme alla necessità crescente di “internazionalizzazione”.

Simone si presenta così ai lettori del blog di “Giovani Talenti”:

“Mi chiamo Simone Rancan, sono nato 39 anni fa ad Arzignano, in provincia di Vicenza. Dopo essermi laureato con laurea quinquennale in Ingegneria Meccanica all’università di Padova nel 2000 con una specializzazione di 8 mesi al Politecnico Federale di Zurigo, e dopo un anno di servizio civile, inizio la mia carriera lavorativa in Italia in una PMI del Nordest. Inizio come semplice impiegato dell’ufficio acquisti, nonostante il titolo di “Ingegnere”, ma fidandomi delle prospettive di crescita prospettatemi in azienda.

Decido di affrontare il lavoro, tentando di mettere a frutto le mie capacita’ e miei studi, anche se sono un po’ al di fuori dell’ambito “naturale”. Sento chiaramente di non essere utilizzato per quelle che sono le potenzialità, ma con pazienza decido di tenere duro e aspettare le occasioni che verranno.

L’occasione principale arriva un paio d’anni dopo, con la fusione dell’azienda con un’impresa svizzera, e la conseguente internazionalizzazione. Il passo successivo sara’ un’ulteriore internazionalizzazione verso la Cina. E’ cosi’ che -nel 2004- metto piede per la prima volta nel Paese di Mezzo, che mi vedrà poi tornare in pianta stabile dal 2009 come Direttore Generale dello stabilimento di un gruppo italiano.

Nel 2012 l’ultimo passo, che mi porta ad essere Direttore Generale dello stabilimento cinese per un Gruppo Svizzero quotato in Borsa. Da 5 anni vivo stabilmente in Cina, mia moglie è cinese, e abbiamo una figlia di due anni e mezzo.

Le esperienze in tre “mondi” lavorativi (italiano, svizzero-tedesco e cinese) mi portano ad apprezzare la chiarezza delle regole, la franchezza dei rapporti lavorativi in cui le critiche, anche non piacevoli,  non sono intese come attacchi personali, ma come rilievi oggettivi che ti permettono, se li accetti, di migliorarti continuamente. Un ambiente piu’ trasparente di quello pervaso da falsi “buonismi” che celano invece obbiettivi non cosi’ “candidi”“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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