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“Io che amo l’Italia e sono tornata”

Una bella lettera di incoraggiamento, quella che ci invia Chiara. Forse non tutto è perduto. Qualcuno ancora ci crede, in questo Paese devastato da due generazioni di classe dirigente incapace. Ripartiamo da giovani come Chiara? Che ne dite? Scriveteci, a giovanitalenti@radio24.it

“Mi chiamo Chiara, forse la mia storia è strana e diversa, forse sono io la pecora nera, ma ho sempre voluto lavorare in Italia, contribuire all’eccellenza della ricerca scientifica e tecnologica in questo Paese.

Vi scrivo per incoraggiare chi ha perso le speranze e chi si sente in un angolo senza via di uscita.

Sono un chimico industriale di 29 anni. Mi sono laureata a Milano nel 2008, e ho iniziato subito a lavorare.

Ho cambiato lavoro ogni due anni (anche se avevo contratti a tempo indeterminato), perché volevo imparare il più possibile. Nel 2010 mi sono trasferita in Inghilterra: per due anni ho lavorato in un favoloso centro ricerche di una multinazionale del petrolio… ma già dopo 18 mesi volevo tornare.

E’ vero che nemmeno in Lombardia avrei avuto opportunità di imparare il lavoro che mi hanno insegnato a Londra, ma ho sempre avuto voglia di portare a casa la mia esperienza, e contribuire al benessere e alla crescita del mio Paese.

Avevo così voglia di tornare che ho dato le dimissioni senza avere un altro contratto in Italia, ma non sono mai stata preoccupata. Sapevo di avere le forze e l’esperienza che sarebbero interessate a diverse aziende.

Continuo a studiare (ho fatto un Master, ho partecipato a programmi di mentoring e coaching), ogni giorno spendo almeno un’ora del mio tempo libero ad aggiornarmi su cosa succede nel mio settore e come si muove il mondo del lavoro). Sono convinta che non ci si possa permettere di accontentarsi di un solo titolo di studio per ottenere il lavoro che si desidera.

Bisogna faticare tanto, il 90% dei miei compagni d’università sta lavorando all’estero: è un passaggio fondamentale oggi, ma non è necessariamente una destinazione.

Ora che ho realizzato i miei progetti lavorativi (sono quadro in una multinazionale della chimica), sogno una famiglia. Potrebbe capitare di doversi trasferire all’estero un giorno, ma almeno non sarò più sola. E poi questa, è un’altra storia”.

CHIARA

P.S: “Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” (A. Einstein)

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