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“South Africa… Here we come!”

In bocca al lupo al nostro ascoltatore Alberto: con la sua compagna ha scelto di lasciare una carriera abbastanza promettente nel settore odontoiatrico, per tentare la sorte in Sudafrica. Il perché ce lo racconta in questa lettera a giovanitalenti@radio24.it :

“E’ da tempo che penso di andarmene all’estero, ma ho sempre rimandato al grido di: “meglio restare e cercare di cambiare le cose, ognuno nel suo piccolo nella quotidianità”. Non so se sono un talento, o meglio io lo so, ho comunque una storia da raccontare.

Sono un dentista di 27 anni, anche mio padre lo e’, ed esercita in un paesino toscano. Io mi sono laureato a Genova nel 2011: il giorno della laurea gli ho detto che avrei fatto della strada lontano da lui, non volevo chiudermi subito sotto la sua ala protettiva.

Mi trasferii a Milano nei successivi due mesi: adesso sono quasi 3 anni che lavoro a Milano. Durante l’università ho fatto esperienze lavorative “non convenzionali” ad Haiti e in Costa d’Avorio, importanti momenti in cui ho lavorato in ospedali locali, dove ho maturato una visione sempre più ampia della mia professione. Una volta incominciata la vita milanese questi miei interessi si sono tradotti -oltre che nella pratica odontoiatrica “classica”- nella ricerca di esperienze in pronto soccorso odontoiatrico notturno, e nel tenere corsi serali per studenti/esse che volessero intraprendere la professione dell’assistente alla poltrona.

A questo punto devo fare due premesse: prima, sono sempre stato un po’ esterofilo, per dirla con parole spicciole alle elementari ero quello che se arrivava in classe il figlio delle famiglie che tenevano il luna park temporaneo in citta’ faceva spazio nel suo banco per poter ascoltare storie di posti lontani. Seconda: all’università mi sono visto togliere per un soffio il posto per un Erasmus a Valencia, quindi questa cosa dell’esperienza all’estero mi e’ mancata.

E’ da un po’ di tempo che sto esplorando la possibilità di trasferirmi con la mia ragazza a Capetown, la capitale mondiale del design 2014 – lei appunto è una designer interessata a trovare lavoro la’, attualmente lavora a Milano con un contratto che in poco tempo si e’ trasformato da indeterminato… a rischio di cassa integrazione. Stiamo cercando e stiamo valutando delle proposte, nel mio caso ci sono poche alternative purtroppo, un dentista straniero deve -secondo l’art. 26 del loro codice- prestare servizio nel loro sistema pubblico per almeno cinque anni prima di poter pensare di aprire un’ attività privata.

In South Africa funziona come nel Regno Unito: per svolgere la professione di dentista nel sistema sanitario nazionale si deve aver conseguito un esame di lingua, uno di lingua su termini inerenti la professione, ed uno di medicina legale, per poi poter accedere ai posti, che vengono assegnati in base al bisogno sociale/geografico della nazione.

Nonostante ciò siamo carichi e non vediamo l’ora di partire, anche se lasciare il nostro Paese non e’ facile: ho tanti amici che vivono fuori (Pechino, Singapore, Sidney), e tutti -quando tornano anche solo per due settimane- mi dicono: “Come ho fatto a stare senza questo Paese per così tanto tempo”.

Le scrivo un po’ come sfogo e un po’ per condividere questi nostri dubbi di lasciare il nostro Paese, la nuova sfida ci chiama e vogliamo cimentarci in questo.

Alla fine partiremo per un primo viaggio esplorativo: tra due mesi andremo a Capetown e cominceremo a renderci conto di cosa significhi questa esperienza.

Anche questa e’ storia di vita vissuta…”

ALBERTO

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