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Marianna e la sua Valigia…

Non so se Marianna leggerà mai questa mia introduzione alla sua lettera nel blog di “Giovani Talenti” (è già passata qualche settimana da quando l’ha inviata). Ma voglio dirle che non deve assolutamente mollare. Che se questo Paese è stato montato al contrario, promuovendo le capre, i raccomandati e i “figli di”, e mortificando i talentuosi, gli ottimisti e i capaci, non è colpa sua. Che la sua felicità e la sua realizzazione lei ha tutto il diritto di cercarle in ogni angolo del mondo. Non è colpa sua se -nel Paese culla dell’arte- i musei siano allo sbando, con direttori spesso di nomina politica, e capaci a gestirli quanto io so guidare una Ferrari in F1. Non è colpa sua se i giovani vengono sfruttati e precarizzati… a 500 euro al mese (ma ci rendiamo conto?)

Questo modello crollerà, spero presto, spazzando via la cloaca di classe dirigente che l’ha gestito per troppi anni.

E la valigia di Marianna potrà tornare utile ad andare in vacanza. Nel frattempo, lei ha tutto il diritto di usarla, per preparare un viaggio all’estero. Dove, ne sono sicuro, il suo curriculum e la sua intraprendenza saranno apprezzati.

In bocca al lupo, Marianna!

P.S.: Lettera da leggere fino in fondo, ovviamente…

“Ciao Sergio, mi chiamo Marianna, ho 37 anni e sto pianificando la mia fuga da un po’.

Vivo vicino Roma, una laurea in Comunicazione Museale, Master turistico e HR, esperienza più o meno omogenea, tra 4 giorni disoccupata. Sono di base ottimista, ma questo mio pilastro inizia un po’ a scricchiolare. Nella mia vita ho sempre buttato un occhio all’estero, sognando su come sarebbe bello fare un’esperienza oltreconfine… ma, mi sa, il destino un po’ mi sta prendendo per i fondelli.

Vedo nelle esperienze di altre persone che il “biglietto” per l’estero è arrivato in tanti modi, tanti modi, che a me non sono mai capitati, eppure ho sempre corso appresso a questo biglietto, ma nulla! Mi sento il classico ladro che pianifica la fuga dal carcere, ma che ogni volta fa cilecca perché i lenzuoli da annodare sono troppo pochi. Purtroppo la parola “precario” non fa rima con “metti i soldi da parte”, ma più che altro fa rima con “sfruttato”.

Nella mia esperienza lavorativa ho superato i 1000 euro di stipendio solamente 3 volte, ho avuto sempre lavori a tempo determinato che nemmeno facevi in tempo ad emergere… che già era finito il contratto, “arrivederci le faremo sapere, il suo saldo attuale è di 178 euro”.

Eppure non mi reputo una mediocre, oddio nemmeno un genio ci mancherebbe, ma ho esperienza, ho diversi studi alle spalle, anzi ho ripreso a studiare a 26 anni proprio perché volevo migliorarmi, ho investito su me stessa dei soldi (e meno male che ci stanno mamma e papà.. sigh..), ma a quanto pare la fortuna ha scartato il mio curriculum, pure lei!

Vivo sempre con la valigia in un angolo sperando di poterla prima o poi riempire, vedo le storie sul tuo blog e penso che -oltre al loro talento- tanto ha fatto anche la fortuna, io sono un mancato nemmeno tanto giovane talento (si talento! Un po’ di fanatismo dai!) in fuga. Ogni giorno persevero nel mandare curriculum, scrivere lettere di presentazione specifiche, seguire i consigli delle grandi aziende di lavoro interinale, continuo a mantenermi aggiornata, ma alla fine non riesco nemmeno ad arrivare al colloquio, e poi leggo di persone che sono arrivate in USA! Mi sa che mi tocca iniziare a scavare per arrivarci..

Spesso penso di aver sbagliato prima di tutto gli studi.. io ho studiato Comunicazione nei Musei, una laurea UMANISTICA, ma chi è così tonto oggi, in Italia, da prendersi una laurea umanistica? La più INUTILE (in caps perché deve essere un concetto rilevante) tra le Facoltà in Italia. Forse i sognatori e gli utopisti, o quelli che aspirano a friggere patatine al Mac, o chi ancora non ha capito che il Bel Paese non offre possibilità a noi poveri umanisti! ..o forse intendevano il formaggio? Ecco perché..!

Pensa, ho addirittura creduto, “faccio una tesi sperimentale! Basta tesi di ricerca polverose e ridondanti! Così avrò più possibilità di svilupparla dopo la laurea”. Mi sono scelta un professore esperto in Scienze Cognitive, mi sono inventata un… “metodo”? “Strumento”? Non saprei, forse metodo, utilizzare Internet per la comprensione delle opere d’arte, ‘na cosa fighissima!

Analisi di siti web museali ridicoli, gente che non si ricordava nemmeno cosa avesse visto appena uscito dal museo, mesi su Flash per fare un video e lezioni di dizione per doppiarlo, ho pure preso un premio! Alla fine però il Nulla, oltre a Fantàsia, ha mangiato anche me e la mia tesi. Forse su Marte qualcuno avrebbe apprezzato, il Direttore del Museo preso in esame (Galleria Borghese) nemmeno mi ha degnato di uno sguardo quando ho proposto il mio lavoro, il mio Professore mi dava pacche sulle spalle con un sorrisetto come a dire “Povera umanista…”, eh vabbè… almeno ho un bagaglio culturale simpatico.

Da domenica tornerò ad essere un’allegra disoccupata, meno male che almeno sono un po’ allegra, e nei momenti di depressione c’è la cioccolata che risolve ogni cosa. Io non pretendo il posto fisso, ma vorrei solamente un po’ più di possibilità nel trovare un altro lavoro – ah, ho dimenticato di dire che -dei lavori trovati- il 99% è arrivato per conoscenze, non mi vergogno a dirlo, ed è pure peggio. Ma la vita di chi vorrebbe scappare ma non riesce è triste, perché ti senti escluso e frustrato, perché vorresti far valere le tue esperienze, le tue capacità ma nessuno ti si fila.

La mia valigia è lì che mi guarda speranzosa, io ricambio con affetto e per ora ci sto mettendo i miei sogni, sono ottimista e me lo ricordo ogni giorno, anche se non sono più una giovincella penso che l’occasione può arrivare in qualsiasi momento. Alberto ha ragione (lettera che hai postato il 9 aprile), in Italia i talenti non vogliono farli esistere, fanno tappezzeria e fanno bene a scappare se possono, perché c’è solamente frustrazione e la meritocrazia è una parola giacente nel vocabolario a impolverarsi.

Penso di averti scritto un po’ tutto il mio pensiero, un po’ depresso andante e un po’ “prendiamolo a ridere”, almeno evito di dare una delusione amorosa alla mia valigia!”

Un caro saluto,

MARIANNA

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