Radio24 | Il Sole 24 ORE

Chi non attrae talenti è finito… Last call for Italy

Il nostro ascoltatore Nicola centra perfettamente il punto, con questa lettera: se l’Italia fosse un Paese attrattivo per talenti e capitali stranieri, avrebbe tutte le potenzialità per essere la nazione più ricca e innovativa d’Europa.

Il problema, caro Nicola, è però un altro. L’Italia non lo vuole essere. Divenire realmente internazionali, aprirsi alle regole del gioco globali, implica la perdita di rendite di posizione. Implica il crollo di quel meccanismo relazionale e opaco, che ha tenuto in piedi lobby, clientelismi e consorterie di ogni tipo. La concorrenza, quella vera, fa paura. A tanti, se non a quasi tutti.

Allora qui si tratta di scegliere: o cambiare, o morire, affossati da un sistema che dopo aver toccato il fondo… continua a scavare.

A voi la lettera di Nicola, di cui apprezzo sinceramente la voglia di cambiamento. Di quanti Nicola avremmo bisogno, per cambiare questo Paese?

“Ciao Sergio, ciao Giovani Talenti,

mi chiamo Nicola e vivo all’estero da poco, solo 6 mesi. Nonostante questo, riesco ad ascoltare ogni settimana la vostra trasmissione. Il podcast aiuta noi giovani emigrati a sentirci un po’ a casa.

Vi scrivo per raccontare la mia storia, e soprattutto per evidenziare un punto sul quale l’Italia e’ estremamente carente: l’attrattiva nei confronti dei cervelli stranieri.

Mi spiego meglio: sono stanco di sentire parlare di fuga dei cervelli, personalmente non mi sono mai sentito in fuga dall’Italia, nemmeno quando ho preso l’aereo per trasferirmi qui in Olanda. Mi sento solo parte attiva di questo movimento incredibile di giovani, che non si sentono più solo italiani o francesi o svedesi… ma bensì europei, e vivono sentendosi a casa in ogni nazione d’Europa. Direi ‘Cervelli in movimento’.

Purtroppo la cosa che noto, con molta amarezza, e’ che l’Italia, con pochi altri Paesi in Europa, e’ un Paese che attrae, ma non riesce a portare ‘cervelli in movimento’ nella Penisola. Allora perché non fare qualcosa per attrarre?

Porto la mia esperienza, perché credo che l’Olanda abbia trovato la ricetta per attrarre cervelli da tutto il mondo. Nei Paesi Bassi, quando un’azienda assume un lavoratore straniero, laureato, altamente specializzato, con uno stipendio annuale lordo superiore a 40.000 €, ha diritto ad uno sconto sulle tasse da versare per quel lavoratore. Lo Stesso vale per il lavoratore. Si chiama ‘Regola del 30%’: in pratica vuol dire che il datore di lavoro paga le tasse solo sul 70% dello stipendio lordo, ed anche il lavoratore -in busta- trova il 30% del proprio stipendio, praticamente esentasse.

Quindi un lavoratore che avesse uno stipendio di 60.000 € pagherà tasse solo su 42.000, ed i rimanenti 18.000 gli entrerebbero in tasca netti. Risultato: i Paesi Bassi stanno attraendo tantissimi laureati dal mondo, attratti da vantaggi fiscali ma soprattutto da un ambiente giovane e multiculturale.

Perché una cosa del genere non si può fare in Italia? In tal modo, una azienda che volesse assumere un lavoratore specializzato pagandolo 60.000 € all’anno, potrebbe assumerlo come se (approssimando il calcolo) fosse un lavoratore da 42.000 €! Questo colmerebbe il distacco che abbiamo, in termini di stipendi, con altri Paesi mitteleuropei – e si innescherebbe un movimento molto interessante per il nostro Paese.

Si potrebbero portare tante risorse utili per far progredire l’Italia, sviluppare il nostro modello di impresa, avvicinandola agli standard internazionali e cambiare anche la nostra cultura (mediocre in alcuni casi), troppo legata ancora alle conoscenze, alle furberie ecc..

Io sono un ingegnere elettronico: lavoro come European Business Program Manager. Collaboro giornalmente con i miei colleghi in tutti i Paesi europei, ed il team per cui lavoro e’ composto (sembra una barzelletta) da 3 olandesi, uno spagnolo, un americano, un tedesco; senza considerare gli altri componenti del team.

Ogni giorno torno a casa con il mal di testa -per modo di dire- per la quantità di informazioni e di conoscenze che scambio con i miei colleghi: la condivisione della conoscenza è una risorsa incredibile, e l’ambiente internazionale e multiculturale è terreno fertile per lo scambio e l’accrescimento culturale e professionale.

Mi piacerebbe tornare un giorno in Italia e trovare, che so… Roma, piena di Expats che parlano in un tavolino di Piazza dei Fiori in inglese, con altri italiani seduti con loro a chiacchierare in inglese.

L’Italia ha un potere attrattivo incredibile, tutti i miei colleghi sognano l’italia, immagina cosa sarebbe se fosse un Paese in cui i lavoratori stranieri fossero facilitati, e anche le aziende starniere lo fossero! Potremmo essere il paese n.1 in Europa”.

NICOLA

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.