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Una Ingegnere Strutturista Oltremanica

Una puntata molto britannica quella che ci aspetta oggi a “Giovani Talenti”: dalle cifre Istat sui nuovi espatri dall’Italia, che confermano come sia la Gran Bretagna la nuova grande calamita di connazionali in fuga, all’iniziativa “Benvenuto a Bordo”, che intende aiutare gli italiani appena approdati a Londra… fino alla storia della settimana. Quella di Alessandra Villa, 30 anni, ingegnere strutturista, al lavoro proprio nella capitale inglese.

Un curriculum da professionista globetrotter, quello di Alessandra. Uno sguardo -dall’interno- sulla realtà dei nostri giovani “globali”. Alessandra si presenta così agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

“Mi chiamo Alessandra Villa e il mio sogno, fin da quando ero bambina e giocavo con la sabbia, è sempre stato quello di costruire ponti.

Mi sono laureata col massimo dei voti al Politecnico di Milano nel 2008 in Ingegneria Civile, indirizzo Strutture. Dal Settembre 2009 lavoro all’estero, per Arup, uno dei leader al mondo nella consulenza di ingegneria civile. Lavorare per Arup era il mio sogno da quando, due anni prima della laurea, avevo assistito a una presentazione dell’azienda nell’ambito di una giornata di incontro organizzato dal Politecnico di Milano.

Inizialmente assunta all’ufficio di Birmingham, Inghilterra, ho lavorato un anno in quello di Amsterdam, nove mesi in cantiere in giro per l’Inghilterra e ora, da ottobre, sono nell’ufficio di Londra. Per lavoro sono anche andata a Singapore, Sydney, Hong Kong per periodi brevi – il mio lavoro e’ quello di progettare grandi opere, ovunque nel mondo.

L’aver lavorato in uffici diversi e il continuare ad essere su progetti in nazioni diverse mi stimola, in quanto mi posso confrontare con metodi lavorativi e approcci diversi che richiedono parecchia elasticita’ mentale e abilita’ a rapportarsi in modo appropriato col cliente.

Il fatto di lavorare per una multinazionale presenta numerosi aspetti positivi. Innanzitutto il livello di conoscenza e competenze tecniche e’ altissimo: attraverso una superba intranet e’ possibile richiedere consigli e informazioni a livello mondiale… solitamente si ricevono risposte nel giro di un’ora da grandi esperti. Per chi che, come me, deve fare molta esperienza, credo sia fondamentale potere imparare da molte persone e avere accesso a numerose fonti di informazioni all’avanguardia.

La multidisplinarieta’ dei progetti rende il mio lavoro piu’ interessante. Anziché vedere solo la progettazione strutturale, che e’ cio’ di cui mi occupo, ho la possibilita’ di lavorare fianco a fianco con le altre discipline, dato che, al contrario che in una piccola societa’, sono anch’esse interne.

Il networking poi e’ fondamentale. Arup cerca molto di far viaggiare i suoi impiegati, soprattutto i giovani, in modo da creare un forte network interno che permetta una qualita’ del lavoro piu’ elevata.

L’ultimo evento che ha caratterizzato la mia carriera e’ stato un viaggio a Sydney per un corso interno, chiamato “Design School”. Ogni continente organizza questo corso ogni anno, e invita una persona da gli altri continenti. Il corso e’ per giovani talenti e io sono stata mandata come rappresentante europea. Il fatto che abbiano scelto me su probabilmente piu’ di mille papabili candidati mi ha reso enormemente orgogliosa.

Da un punto di vista personale vivere all’estero mi piace!

Ammetto che non sia stata un’esperienza semplice. Il primo impatto con l’estero l’ho avuto a Birmingham, ex citta’ industriale dove il numero di italiani si conta sulle dita di una mano. Nonostante le prime insicurezze e difficolta’, il mio spirito estroverso mi ha permesso di crearmi un bel giro di amici, il mio inglese ne ha beneficiato enormemente e ho potuto scoprire quella che chiamano “la vera Inghilterra”, cioe’ l’Inghilterra che non e’ Londra.

Durante l’anno ad Amsterdam ho ampliato il mio giro di amicizie e conoscenze internazionali. Amsterdam e’ una delle citta’ col piu’ alto numero di nazionalita’ presenti e le attivita’ expat sono molte e varie. Ho anche imparato un po’ di olandese, in modo da non essere esclusa dal giro di amici e così da poter lavorare meglio.

Ed ora Londra. Londra e’ Londra e avevano ragione, e’ completamente diversa dalla “vera Inghilterra”.

Il numero di italiani expats e’ elevatissimo. Ho ritrovato compagni di scuola, di scherma, gente di altri Paesi, conosciuti per altri motivi, che anche loro si sono diretti verso la grande metropoli.

Londra’ e’ diversa. Gli stimoli e le opportunita’ sono elevati, l’intrattenimento e’ uno dei piu’ vasti e vari, e in un’ora e mezza si e’ a Milano, anche se ormai dovrei definire “casa” quella londinese a discapito di quella dove sono cresciuta”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!


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