Radio24 | Il Sole 24 ORE

“Torno subito…”

Che storia, quella del nostro ascoltatore Emanuele. Quasi da film: il sogno australiano che, per un errore banale, si trasforma in incubo. Poi, inaspettata, la chiamata che lo porta in Arabia Saudita. Sullo sfondo, la malinconia per aver lasciato l’Italia… e la voglia di riscatto, di contribuire alla ricostruzione del proprio Paese. Tutto questo in una storia… da leggere tutta d’un fiato.

“Mi chiamo Emanuele, salernitano, ex cuoco, 39 anni.

La mia non e’ stata una vera fuga, diciamo solo mi sono allontanato per un attimo… nel 2002 ho avuto la possibilita’ di andare a lavorare in Australia, in precedenza ero stato già in altri Paesi, come la Norvegia e l’Inghilterra.

L’Australia sin dall’inizio mi ha plagiato, quando ero a Oslo pensavo spesso questo Paese, la amo e vorrei trasportarla in Italia: poi, quando sono arrivato a Sydney, ho scoperto qualcosa di diverso, una citta’ multietnica, dove culture diverse condividono e convivono con le stesse regole di vita.

Sono Stato circa sei mesi e poi sono rientrato in Italia: era marzo del 2003, ho fatto la stagione estiva a Milano Marittima. Poi, già a settembre dello stesso anno, ero di nuovo sull’aereo che mi portava a Sydney con in valigia soltanto lo scopo di rimanerci. Ma rimanere in Australia non e’ facile per via del visto: io avevo un visto turistico e non avevo trovato nessuno che mi fornisse un visto di lavoro. Rientro nuovamente in Italia: nel frattempo, grazie ad accordi bilaterali tra Italia e Australia, faccio il WHV (Working Holiday Visa): terminata la stagione estiva del 2004, insieme ad un amico vado in agenzia e faccio il biglietto.

Arrivato in Australia avevo gia’ dimestichezza: affitto un bell’appartamentino, mi preparo per sistemarmi lì a vita, pochi mesi prima della scadenza del WHV ottengo un contratto di lavoro che mi permette di avere un visto per 4 anni. E’ fatta, da lì in poi e’ stato un crescendo di cose sia a livello professionale che nella vita.

Sembrava tutto andar bene, ma nel gennaio 2006 l’immigrazione australiana mi cancella il visto di lavoro… ero stato beccato nel periodo di vacanze ad aiutare un amico che aveva il ristorante. Quel giorno arriva l’immigrazione, mi prende in castagna e mi rispedisce in Italia. Io sprofondo del baratro: non sapevo più che fare, nel frattempo mi ero anche fidanzato con una italo-australiana, oggi mia moglie.

Prendo l’aereo e rientro in Italia: mi avevano dato un’espulsione di tre anni. Cerco di riordinare le idee: ogni giorno mi sento con la mia fidanzata e cerchiamo di superare l’ostacolo. Ricomincio la stagione estiva, sempre come cuoco, e ad agosto mi arriva un’offerta di lavoro per l”Arabia Saudita, apertura di un complesso di ristoranti italiani come executive chef.

Quella e’ stata per me la salvezza interiore, mi sono risentito rinato. Prendo e parto per Jeddah, dove tutt’ora lavoro, ma come General Manger del gruppo. Questo accadeva nel 2006: a giugno del 2008 per gioco ho provato a fare il visto online come turista per l’Australia… inaspettatamente mi viene approvato, resto un po’ perplesso, ma decido di partire comunque.

Non fu un viaggio a vuoto: negli anni successivi sono sempre rientrato senza problemi. Alla fine mi sono sposato e ho un figlio: ora faccio il pendolare tra Sydney e Jeddah, ogni 45 giorni circa vado a casa per un mese.

L’Italia deve cambiare dal basso, dai giovani, io a volte mi pento di aver lasciato, perché dovevo rimanere e combattere per migliorare… invece sono stato un vigliacco o preso la strada meno difficile, pero’ e’ anche vero che non si può combattere contro i mulini al vento, no?

Ho cercato di sintetizzare la mia storia: ho in mente un progetto piattaforma dove raccogliere tutti gli italiani nel mondo in un database e creare una comunità virtuale di assistenza reciproca. E’ dal 2003 che ce l’ho in mente. Io credo che il lavoro lo dobbiamo creare in Italia”.

EMANUELE

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.