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Indifferenza e non Riconoscenza

Gianmaria ci scrive per porre un problema concreto: come considera l’Italia i suoi nuovi emigranti? Li ignora (e questo lo sapevamo)… arrivando però addirittura a non mostrare alcuna riconoscenza per il coraggio e la voglia di cambiamento che incarnano? Per il loro essere avanguardia di cittadini globali, pronti a indicarci la strada verso il futuro?

Lo fa da padre, la cui figlia ha fatto -come centinaia di migliaia di suoi coetanei- la valigia.

Non ho risposte da dare al nostro ascoltatore Gianmaria: lo ringrazio però per quanto ci scrive…

La sua lettera:

“Per quanto mi è dato sapere la sua è l’unica rubrica, peraltro a carattere nazionale, rivolta a questo settore così significativo della nostra società.

L’ho scoperta lo scorso febbraio, quando diede notizia dell’ulteriore incremento degli Italiani all’estero, i famosi iscritti all’AIRE.

Tra loro, da quattro anni, c’è anche mia figlia la cui età (34 anni) è perfettamente nella media di questi nuovi emigranti: da padre non so se posso annoverarla tra i “Giovani Talenti”, certamente da laureata con lode alla Bocconi (di cui è stata poi anche docente a contratto), la carriera che ha percorso all’estero (Lussemburgo) è stata alquanto lusinghiera: da assistant manager a manager, poi senior manager in tre anni e mezzo… possiamo affermare che la meritocrazia si è ben espressa.

Allargando doverosamente lo sguardo va detto che i quattro milioni e mezzo di connazionali che si sono trasferiti, ormai in pianta stabile, all’estero fanno onore all’Italia, ma rappresentano anche una grave perdita per il futuro del nostro Paese: tuttavia i nostri amministratori non sembrano (o non vogliono) accorgersene, addirittura (vedasi l’Imu applicata come “altri fabbricati” sulle case che hanno lasciato in Italia), palesa addirittura dell’inqualificabile irriconoscenza.

Quale presidente della biblioteca civica di un paesello bresciano, tre anni fa organizzai un convegno dal titolo “UNA VALIGIA DI SPERANZE, emigrazione italiana ieri e oggi”. Fu un successo.

Ecco, lasciando con rammarico la casa, quella valigia continua ad essere riempita di speranze, magari anche quelle di un’Italia che possa un domani esserne riconoscente. Nient’affatto, bisogna arrivare ai livelli di Bill de Blasio perchè i mass media (ne faccio parte anch’io, seppur solo da  pubblicista) celebrino il successo dei nostri… “Giovani Talenti”.

La saluto con riconoscenza, Dottor Nava,  per le pagine che dedica a questo tema così importante, grazie”,

GIANMARIA

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