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Lettera dalla Namibia

Che straordinaria lezione di vita, ci impartisce oggi il nostro ascoltatore Andrea: andatosene da un Paese a zero opportunità, qual è l’Italia, si è ritrovato in Africa, a fare un lavoro che non avrebbe probabilmente mai immaginato di svolgere qualche anno prima. Come scrive Andrea, “il miglior modo di fare le cose è farle!”. Senza inutili complicazioni…

“Ciao, mi chiamo Andrea e ho rivoluzionato la mia vita. Sì, proprio di rivoluzione si tratta, perché è partita esattamente -come le rivoluzioni- da un’insoddisfazione profonda ed una crisi personale.

Ho studiato tanto in Italia, mi piace studiare a dire la verità, e ho una laurea triennale in Biologia, con indirizzo in Etologia, lo studio del comportamento animale. Ho proseguito e conseguito una laurea specialistica in Ecologia. Fin qui tutto bene, direi, e poi?

Poi ho cominciato a cercare un lavoro in Italia, anche se con i miei studi sapevo sarebbe stata dura, mi sono incaponito e ho più o meno gravitato attorno agli argomenti “ambiente” e “scienza”… e come è andata? Un disastro.

A parte che nessuno sa bene cosa sia l’ecologia in Italia e si confondano ruoli, responsabilità e campi, non c’è possibilità di inserirsi seriamente per la protezione dell’ambiente con progetti seri. Chi lo fa decide di scendere a compromessi, oppure non riesce a sopravvivere. Perciò mi sono buttato sul farmaceutico.

Ho lavorato alcuni anni come manager per alcune multinazionali e dirigevo un piccolo team nel settore vendite: ero bravo a loro dire, ma dopo 3 anni un progetto dove eravamo a contratto a tempo determinato rinnovabile di sei mesi in sei mesi è stato chiuso.

23 persone a casa: è stato bello, è durato il giusto. Tutto regolare come da contratto. Una delusione. Allora mi sono trovato un altro lavoro, sempre per una multinazionale, ma anche qui il contratto a tempo determinato si è esaurito. Altra delusione. E l’insoddisfazione cresceva.

L’ansia e la depressione pure, e a 32 anni mi sono accorto che non avevo costruito niente. Senza lavoro ho deciso di cambiare tutto e mi sono messo a studiare, mi sono impegnato, ho superato degli esami e delle prove: adesso faccio tutt’altro.

Sono una guida di safari in Africa. La scelta migliore della mia vita. Sono partito per la Namibia, per lavorare come guida e accompagnare gli ospiti in safari attraverso il paese, sono una Overland Guide e perciò non sono fisso in una riserva o in un Parco Nazionale, bensì sono libero di attraversare il paese con un Land Rover o Land Cruiser 4X4 di riserva in riserva, tra un Parco Nazionale e l’altro, tra savane, deserti e paesaggi infiniti.

Racconto le mie esperienze in un blog: https://adventurelifeprojectafrica.blogspot.it/ dove mi piace dare spunti di riflessione anche al di là delle mie avventure. In Africa sto bene e mi sento felice, mi mancano alcune cose dell’Europa, come la storia, la cultura e l’arte, ma presto mi stabilirò fisso in un altro continente, perché qui non riesco più a stare. Tutto è troppo frenetico, veloce e non produttivo, paradossalmente in Europa e in Italia in particolare, si perde un sacco di tempo dietro ad inutili faccende, distogliendo l’attenzione sia a livello politico sia a livello personale, dalle cose più importanti, che bisognerebbe cambiare.

Anche di sé stessi, perché credo che la rivoluzione parta da dentro di noi, senza aspettare che qualcuno sistemi le cose. Il miglior modo di fare le cose è farle, appunto, ed io in Africa ho trovato il modo di metterle in pratica. Il cambiamento è necessario e non può più aspettare. Dovevo partire, non potevo sprecare il mio tempo e la mia vita”.

ANDREA

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