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“Mancanza di Sogni”

“Mancanza di sogni” è il titolo della e-mail che ci ha inviato la nostra ascoltatrice Simona. E-mail con la quale spiega, perché l’Italia non sia più il posto giusto per lei.

Un lavoro sicuro non può essere l’unico obiettivo della vita: servono prospettive, motivazioni, l’idea di un futuro… tutto ciò che l’Italia sembra aver smesso di dare ai suoi giovani.

Invitiamo anche voi a scriverci, con le vostre riflessioni: giovanitalenti@radio24.it

“Ciao Sergio, sono una giovane 35enne. Ho un contratto a tempo indeterminato in un ente no profit. Sono quelle che gli italiani chiamano fortunate. Ma non è così. Nessuno parla di lavoro inteso come prospettive lavorative.

E’ chiaro: avere uno stipendio sicuro è una certezza. Ma vogliamo parlare di prospettive lavorative, e non di meritocrazia. La meritocrazia  non è un alibi che ci protegge dalla quotidianità, non è che tutti i giorni si hanno delle idee brillanti che cambieranno il mondo, ma è dalle esigenze di un lavoro che possono nascere delle idee.

Ma quali esigenze di lavoro? Quale lavoro? Ormai sono impegnati tutti a scrivere e-mail e fare bilanci, ma di quale lavoro?

Ecco perchè sono alla ricerca di un lavoro all’estero, che mi dia la prospettiva di crescere, imparare e confrontarmi con altri. Qui tutto sembra che cambi… ma non cambia mai niente.

Ho sentito la trasmissione. Beh… io sono uno di quelle descritte nel filmato. Una laurea in economia conseguita mentre lavoravo e facevo il programmatore. E adesso? Adesso qualunque cosa, purché mi porti fori da questo mondo. Senza sogni, nè progetti, nè speranze, nè idee di cosa fare. Solo l’amara consapevolezza di avere un cervello che avrebbe voglia di essere utilizzato, ma che è in standy by.

Vorrei precisare che non sono un genio, nè mi ritengo tale.  Ma perchè non si parla mai delle persone che discretamente vorrebbero un lavoro?

Ci sono quelli che sono i geni ed è giusto che abbiamo le loro grandi occasioni, ma gli altri – che fanno gli altri?

Spero di capire quale possa essere la mia strada”.

SIMONA

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