Radio24 | Il Sole 24 ORE

Politiche di attrazione dei talenti: il “modello olandese”

“Essere un Paese attrattivo. O come diventarlo”. Questo il tema al centro della puntata odierna di “Giovani Talenti”, che ci porta fino in Olanda. Lo facciamo per raccontarvi la storia di Nicola Altieri, 35enne Business Programme Manager per un’importante multinazionale americana.

Al di là della sua storia di espatrio “maturo”, dopo anni di lavoro in Italia, ci interessa oggi raccontarvi il Paese che Nicola ha trovato nel Nord Europa. Un Paese che ha fatto dell’attrazione dei talenti e del capitale umano qualificato internazionale… un “must”.

Nicola si presenta così agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

“Mi chiamo Nicola, 35 anni laureato in Ingegneria Elettronica, espatriato nei Paesi Bassi, dove lavoro come Business Program Manager Europe per una multinazionale Americana del settore automobilistico.

La mia è una storia che, come per moltissimi miei coetanei e colleghi, parte dal sud Italia, dove nasco e vivo fino all’età di 19 anni, per continuare nel centro Italia, dove conseguo la laurea magistrale presso l’Università Politecnica delle Marche. Gli step successivi sono nella bellissima Romagna e nella laboriosa Lombardia, passi solo propedeutici al salto verso il Nord Europa.

Al contrario di molti, ho deciso di lasciare l’Italia solo dopo alcuni anni di lavoro nel Belpaese, a Faenza e Milano, appunto. Durante questi sette anni ho avuto la fortuna di lavorare per multinazionali che mi hanno portato all’estero per brevi ma frequenti periodi: questo mi ha aperto gli occhi su quelli che sono i punti di forza del modello di sviluppo politico economico di Paesi che danno fiducia ai giovani, alle start up, alle idee – spesso folli, che hanno però la capacità di attrarre talenti, capitali, investimenti e know-how.

Dopo una buonissima offerta ricevuta e una ‘lunghissima’ discussione di 5 minuti con mia moglie, decidiamo di dimetterci dai rispettivi lavori, e tuffarci in questa nuova e affascinante avventura.

Qui nei Paesi Bassi abbiamo trovato un ambiente multiculturale, frizzante, che dà spazio ai professionisti che intendono lavorare duro per affermarsi. Ma che, allo stesso tempo, lascia spazio ad una qualità della vita di primissimo livello.

Questi sono solo alcuni dei motivi che spiegano il perché così tanti expats e aziende multinazionali si trovino in questo ‘piccolo’ (solo geograficamente) Paese.

Spero, un giorno, di poter vedere in Italia le nostre città piene di expats che lavorano per aziende che hanno scelto la Penisola per basare i propri headquarters in Europa“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!


Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.