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Direttrice della Comunicazione a Bruxelles

Una carriera nella comunicazione: è possibile, in Italia? Lo chiediamo a Letizia Gambini, 31enne Direttore della Comunicazione per un’associazione internazionale, in Belgio. Dopo aver sperimentato in prima persona le troppe porte sbarrate nella carriera giornalistica nella Penisola, e dopo aver verificato come anche la comunicazione -in generale- sia un terreno minato dalle nostre parti… Letizia ha colto al volo l’occasione di uno stage a Bruxelles. Da lì si è dipanata la sua carriera.

Letizia si presenta così, agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

“Ho 31 anni e da 7 vivo e lavoro in Belgio. Il mio percorso comincia dall’Italia, dove ho studiato Giornalismo e Comunicazione. Molto presto però, mi sono resa conto che per il mio profilo di studi, il cammino professionale sarebbe stato lunghissimo e parco di soddisfazioni. Finita la Laurea Specialistica, grazie alle mie esperienze e ai contatti che mi ero fatta nell’ambito del volontariato, ho fatto domanda per fare un’esperienza di stage all’estero, grazie al Programma Leonardo, finanziato dall’Unione Europea. Così sono finita in Belgio, a Bruxelles, a 24 anni.

Da allora, ho prima lavorato come project manager per European Youth Press e poi ho ottenuto il mio primo *vero* contratto come addetta stampa per lo European Youth Forum (www.youthforum.org), la piattaforma europea delle associazioni giovanili. 5 anni di contratto, ben pagato, un sogno per la 25enne che ero. E non solo, dopo 2 anni sono stata promossa a Communications Coordinator, con la responsabilità di altre 3 persone nello staff. Oggi, a 31, ho cambiato di nuovo lavoro. Dirigo l’ufficio di Bruxelles dell’Organizzazione Mondiale dello Scoutismo (WOSM).

Per me, l’Europa è stata un bacino di opportunità. Mi piacerebbe molto, se il sistema Italia cominciasse a stimolare i giovani italiani a esplorare esperienze di volontariato e di formazione in ambito internazionale. Ben prima di trovarsi di fronte alla scelta di dover partire per trovare un lavoro. Le mie esperienze personali, la mia voglia di scoprire e il mio impegno nel volontariato mi hanno portato a parlare bene le lingue e a non avere paura del diverso. 

Oggi il Belgio è la mia casa: non penso che l’Italia sia pronta ad offrirmi opportunità migliori dal punto di vista professionale. Ho provato cercare lavoro in Italia, ma la mia esperienza internazionale non conta, e la realtà è che se volessi tornare, dovrei fare dei grossi sacrifici e dei passi indietro. Soprattutto, dovrei adattarmi ad una realtà lavorativa e sociale dove essere giovani è uno svantaggio, e dove -spesso- le opportunità di carriera si presentano come zone grigie e non trasparenti e meritocratiche. 

Rispetto ai miei coetanei e compagni di studi che sono rimasti in Italia non mi sento migliore, ma sicuramente so di essere più serena. Non devo saltare da un contratto precario ad un altro e non devo scontrarmi con una società gerontocratica. Il mio talento non è speciale, e il mio successo non è eccezionale: è quello che dovrebbe essere. Purtroppo non è così in Italia“.

Letizia

 

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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