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“Io resto a combattere in Italia”

Un bel “messaggio in bottiglia”, quello che ci invia la nostra ascoltatrice Annalisa, con una nota “postata” sul Gruppo Facebook della trasmissione. La sua scelta è lodevole. Il suo ragionamento fila. Tuttavia, personalmente, la colpa dello sfacelo in cui siamo finiti, in questa vischiosa ragnatela di corruzione e non meritocrazia che continua ad attanagliare l’Italia, non la darei solo ai politici. Ma a un’intera -inadeguata- classe dirigente. E ai suoi proseliti. Purtroppo, ce ne sono tanti anche tra i cosiddetti “giovani”…

“Come diceva qualcuno nella vostra trasmissione di oggi, chi resta in Italia e non va via non è perchè è stupido, anzi… in Italia si fa ancora piu’ fatica ad emergere e devi essere mille volte piu’ bravo degli altri.

Inoltre non è assolutamente vero che non ci sono stranieri che vengono a lavorare e ad investire nel mio paese, il mio Paese purtroppo è penalizzato dai politici. Altrimenti non si spiegherebbe perchè tante e tante eccellenze a livello mondiale si trovano nel mio Paese, che è e resta sempre e comunque l’Italia – dove ho deciso di restare dopo la laurea, perchè penso che per il mio paese valga la pena di combattere!

ANNALISA

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