Radio24 | Il Sole 24 ORE

Traduzioni “made in Switzerland”

Destinazione vicina, questa settimana a “Giovani Talenti”. Ma professione assolutamente nuova, per il nostro programma. Andiamo in Svizzera, per parlare di opportunità per i giovani specializzati in traduzione.

Sono tanti gli ingredienti, che vi proponiamo oggi: tra questi spicca anche l’applicazione concreta del criterio di meritocrazia, parametro fondamentale per la carriera oltreconfine di Martina Bellodi, 38enne coordinatrice dell’Ufficio Traduzioni delle Poste Svizzere.

Martina si presenta così agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

Ho 38 anni, sono di Finale Emilia (Modena).

Dopo la laurea in traduzione nelle lingue inglese e tedesco ottenuta a Forlì nel 2002, ho iniziato a lavorare come traduttrice freelance con partita IVA. Sin dagli inizi, molto del mio lavoro era destinato alla Svizzera – per via del suo quadrilinguismo.

Da un giro d’affari inizialmente modesto sono arrivata gradualmente a crearmi una rete di clienti assidui. Entro il 2004 l’attività era ben avviata, e mi permetteva di mantenermi agevolmente. Note dolenti, l’imposizione fiscale, il carico di lavoro oltre le 50 ore settimanali e la solitudine del lavoro da casa.

Con l’idea di trascorrere un periodo all’estero e di fare un’esperienza di lavoro in team, nel 2009 mi sono candidata per uno stage come traduttrice per l’italiano, presso il Servizio linguistico del gruppo Posta, con sede a Berna. Abituarsi alla cultura, ai ritmi, alla socialità (o piuttosto non-socialità) bernesi ha certamente richiesto uno sforzo. Ma la straordinaria etica del lavoro, serietà e affidabilità delle persone rendono l’ambiente lavorativo gradevole e costruttivo, compensando in parte queste difficoltà.

Dopo cinque mesi di stage mi è stato offerto un contratto a tempo indeterminato: ho abbandonato definitivamente l’attività freelance per una nuova carriera da dipendente. Dopo diversi passaggi, sono arrivata a metà 2014 a dirigere il Servizio linguistico della Posta, occupandomi della gestione strategica e operativa di un team di 30 persone.

Da traduttrice che ero, ho dovuto imparare a fare la manager. La flessibilità, attenzione al mercato e atteggiamento imprenditoriale affinati negli anni di lavoro freelance mi sono stati in questo molto utili. Ho ricevuto sostegno anche dal mio datore di lavoro che, credendo in me, ha finanziato diversi corsi di perfezionamento sulla gestione.

Anche se trascorro spesso le ferie in Italia, rimpatriare al momento non è un mio obiettivo. Talvolta mi chiedo cosa starei facendo se non fossi mai partita, e l’immagine che vedo non è particolarmente allettante: se tornassi indietro, rifarei certamente le stesse scelte“.

Bellodi

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

 

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.