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L’altra faccia della medaglia

Lettera molto interessante, quella che ci ha inviato il nostro ascoltatore Aldo, che ci mostra quella che mi piace descrivere come l’altra “faccia della medaglia”. L’espatrio come scelta precisa di carriera, come il cogliere le opportunità all’interno di un sistema globale. Non c’è solo una fuga di talenti “obbligata”, questo giova ricordarlo.

Allo stesso tempo, però, dobbiamo continuare a chiederci quanto l’Italia sia realmente attrattiva, per i migliori talenti internazionali (o di ritorno). Su questo diversi dubbi permangono. E su questo c’è ancora tanto lavoro da fare…

La lettera di Aldo:

“Spett.le redazione,

io credo che l’espatrio di alcuni nostri giovani, soprattutto laureati non sia sempre da considerarsi una fuga, dovuta a mancanza di lavoro nel nostro Paese. In alcuni casi rappresenta una scelta precisa, legata al desiderio di mettersi in gioco in un sistema globale, per cercare di soddisfare le proprie ambizioni professionali.

Il mercato del lavoro é sempre più su scala planetaria: in pochi istanti si ha possibilità di venire a conoscenza delle diverse opportunità di lavoro nel proprio specifico settore di competenza e, nello stesso tempo, proporre la propria candidatura.  

I trasferimenti sono anche facilitati dalla velocità e dai costi relativamente contenuti de trasporti aerei. Nel tempo in cui -nei primi anni ’50- ci si trasferiva da Bari a Torino, oggi si raggiunge San Francisco, Shanghai, Singapore.  

Io parlo con cognizione di causa: ho 2 figli che hanno fatto la scelta, oltre una decina di anni fa, di trasferirsi in altri Paesi, subito dopo la laurea. Il maggiore, 36 anni, laurea in economia e commercio un anno di lavoro in Italia e master in Inghilterra, ha avuto esperienze di lavoro a Dublino e a Francoforte, ed ora é funzionario presso la Banca europea di investimento (BEI) a Città del Lussemburgo. 

Mio figlio minore, 34 anni, dopo la laurea in Giurisprudenza, ha invece fatto la scelta di trasferirsi a Mosca, cercando lavoro presso uno studio legale italiano. Lavorando, si é laureato anche a Mosca, ed ora é responsabile di uno studio legale di successo.

Non voglio certo generalizzare, ma credo che la volontà e la determinazione siano per i nostri giovani, soprattutto oggi, elementi fondamentali per il conseguimento delle proprie aspirazioni.

Vi ringrazio per l’attenzione”,

 

ALDO

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