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Marketing Online a Londra

Non si sente fuggita dall’Italia, Laura Panico, 32enne Seo Manager in UK. Tuttavia, dalla sua lettera traspare chiaramente l’apprezzamento per un ambiente del lavoro dinamico e attrattivo, qual è quello britannico. Molto interessante il consiglio finale, su dove espatriare oggi, potendo scegliere. Prendete nota…

Laura è la protagonista odierna a “Giovani Talenti”. Si presenta così ai lettori del blog:

“Credo che la mia storia personale ed il mio percorso lavorativo non siano molto diversi da tanti miei coetanei che sono in Italia e all’estero. Ci tengo a precisare che non mi sento un “talento in fuga” e parole come “scappare”, riferite a coloro che hanno scelto di lavorare all’estero – e “resistere”, per coloro che sono in Italia, siano, secondo me, molto retoriche e senza alcun riscontro oggettivo.

Abbiamo la fortuna di essere europei, e la possibilità di scegliere di vivere e lavorare in uno dei paesi UE, il che é una cosa assolutamente normale. Lavorare o studiare all’estero é un’opzione a nostra disposizione, merito e risorse permettendo, come anche quella di farlo invece in Italia. Nel mio settore, ovvero il marketing online, l’Italia vanta tante realtá di eccellenza che non hanno nulla di meno rispetto ai professionisti nel Regno Unito.

L’unica differenza rispetto all’Italia, secondo me, é che qui a Londra posso lavorare su vari mercati ed acquisire esperienza di portata globale, cosa che forse in Italia non é comune. E questo é uno dei motivi per cui ho scelto di restare a Londra e di continuare qui la mia carriera.

Quindi la mia scelta é derivata da un interesse particolare che avevo, e non mi sono mai sentita costretta  a dover lasciare il mio Paese.

In generale, sono soddisfatta della mia carriera e mi sento molto a mio agio nell’ambiente lavorativo dinamico, internazionale e stimolante della capitale inglese. Inoltre, lavorando per Momondo, un’azienda danese, e recandomi spesso a Copenhagen per lavoro, sto avendo l’opportunitá di confrontarmi anche con la cultura lavorativa danese, la quale é per alcuni aspetti molto diversa da quella inglese.

In Danimarca per esempio c’é una gerarchia non sempre strutturata per gradi e livelli ben precisi, e in tempi brevissimi si possono ottenere tantissime responsabilitá. A Londra, comunque gli anni di esperienza e gli aumenti di livello nella propria carriera fanno la differenza e vanno ad incidere, di conseguenza, sul tipo di responsabilità che la tua posizione prevede.

Da questo punto di vista, la mentalità lavorativa scandinava mi ha colpito molto, ed ora come ora sentirei di consigliare più Copenhagen che Londra ad un giovane laureato italiano che pensa di studiare o lavorare all’estero.

Londra  é  cambiata moltissimo  da quando sono arrivata e, oltre ad essere ancora più competitiva, é diventata per certi aspetti invivibile, se non si ha uno stipendio medio-alto. Infatti, credo che ormai il mito di Londra sia un po’ in decadenza, soprattutto se si vuole scegliere una città dove potersi sistemare e pensare di metter su famiglia. 

Credo che, nonostante tutti i problemi, in Italia ci sia una qualità della vita di gran lunga migliore rispetto al Regno Unito, e poter vivere e far carriera in Italia sia sicuramente un privilegio, pare (almeno da quello che leggo) per pochi”.

Panico

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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