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Editore negli Stati Uniti

Andarsene dall’ormai boccheggiante mondo del giornalismo italiano, per lanciarsi in un’avventura dagli esiti imprevisti negli Stati Uniti. Ha quasi dell’incredibile la storia di Nicola Orichuia, 33enne giornalista ed editore a Boston.

Leggere (e ascoltare on air questo pomeriggio…) per credere: la storia di Nicola ci insegna che, anche quando si nasce in Paesi con mercati del lavoro primitivi e molto “relazionali”, se non addirittura familistici (quanti cognomi si ripetono -magicamente- nel piccolo mondo del giornalismo italiano?)… c’è sempre un pianeta fuori, pronto a darci un’opportunità.

Nicola si presenta così agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

“Il mio percorso inizia nel 2001, insieme ad altri 4.500 coetanei iscritti alla Facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma. Al terzo anno decido di fare uno stage di sei mesi presso una piccola redazione romana, in cui mi occupo principalmente di Esteri. Lo stage si tramuta in due anni di lavoro quasi full-time: minimo di cinque ore al giorno, dal lunedì al venerdì, con il tacito accordo che non verrò pagato un euro. In cambio, alla fine dei due anni, ci sarà il tanto agognato tesserino da pubblicista. Dopo due anni e mezzo lascio il giornale e decido di accettare un’offerta da 300 euro al mese per fare il caporedattore in un piccolo free press bimestrale, sempre a Roma. Dopo sei mesi e nemmeno un euro, con la mia fidanzata decido di partire per gli Stati Uniti. Scrivo più di 150 email allegando il mio curriculum ad altrettante redazioni italiane. Ricevo una risposta sola: “Grazie, ma…”

Nel 2008 mi iscrivo ad un master in giornalismo a Chicago, per imparare com’è diverso il mestiere negli USA. Nonostante tutto, continuo a proporre lavori a redazioni in Italia. Faccio uno stage alla NBC di Chicago, vengo pubblicato più volte sul Huffington Post americano, ma dall’Italia viene mostrato interesse solo quando offro articoli e contributi gratuiti. Al minimo accenno di una richiesta di pagamento, l’oceano che c’è tra noi si riempie di silenzio. Poi, ancor prima di finire il master, ricevo un’offerta di lavoro da Fra Noi, una piccola realtà editoriale per la comunità italo-americana di Chicago. Mi offrono qualcosa di preziosissimo: il visto di lavoro.

Nell’estate del 2010, io ed Alessandra ci sposiamo e ci spostiamo a Boston, dove lei inizierà la specializzazione in chirurgia. Io mi ritrovo a dover ripartire da zero, non avendo alcuna conoscenza a Boston. Col tempo, mi accorgo che qui le comunità italiana ed italo-americana sono molto grandi, ma che manca una realtà giornalistica che le rappresenti a livello quotidiano. E così, a gennaio 2011 lancio il sito bostoniano.info, una finestra sugli eventi e sulle informazioni nella comunità. A fine 2012 il sito diventa anche mensile cartaceo grazie alla collaborazione di Fra Noi a Chicago, per cui ho continuato a lavorare a distanza. Oggi, stampiamo 11.000 copie del Bostoniano e le distribuiamo gratuitamente. Il giornale non è sovvenzionato da alcun ente governativo. E’ un business, un’impresa che si regge sulle pubblicità. Divento così, in poco tempo, un imprenditore della carta stampata… un destino che mai e poi mai mi sarei immaginato fino a qualche anno fa“.

Nicola

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

 

 

 

 

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