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Un Ricercatore in Repubblica Ceca

Varchiamo oggi l’ex-cortina di ferro, metaforicamente parlando, con la prima puntata di “Giovani Talenti” in Repubblica Ceca. Sarà anche un segno dei tempi, ma i nostri giovani ricercatori stanno prendendo strade fino a pochi anni fa completamente inaspettate. Segno della globalizzazione, sicuramente… ma segno anche di un Paese che -proponendoti di lavorare gratis- non ti lascia altra scelta che andartene. E mettere il tuo talento al servizio di altre nazioni.

Goodbye Italia… Antonio si presenta così agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

“Dopo la laurea in Chimica Industriale ad indirizzo Organico e Biochimico ed una tesi nel settore delle bionanotecnologie presso La Sapienza di Roma ho tentato tutte le strade pur di inserirmi nel campo della ricerca accademica o della produzione industriale in Italia. Dopo aver inviato migliaia di curricula senza ricevere risposta, ho deciso di guardare oltreconfine, trovando un annuncio per un dottorato di ricerca nel settore delle Bionanotecnologie Biomediche  presso la Tomas Bata University di Zlin, Repubblica Ceca.

Ho inviato tutto quanto mi è stato richiesto: in brevissimo tempo mi e‘ arrivata la conferma di ammissione. Dato che per me fare la valigia e partire non e‘ mai stato un problema, ho subito confermato. Dopo pochi mesi, oltre alla borsa di dottorato mi e‘ stato fatto automaticamente un contratto presso il Centro Sistemi Polimerici dell‘università. Il contratto viene annualmente rinnovato ed incrementato a seguito di una valutazione dei risultati ottenuti.

Da subito sono rimasto impressionato dall’efficienza ed organizzazione dell’università, oltre che dall’elevato livello tecnologico. Ogni studente, dottorando o ricercatore e‘ messo in condizioni di fare ricerca e presentare progetti che -se validi- vengono finanziati, quindi molta meritocrazia. Le possibilita‘ vengono date, ma riportare risultati e‘ tassativo. Come dire: poche parole e molti fatti.

Una delle priorita‘ di questa giovane università e‘ l’internazionalizzazione, ovvero inviare e ricevere studenti, ricercatori e altri membri dello staff presso universita‘, industrie o centri di ricerca in qualunque parte del mondo, dopo aver presentato un buon programma di lavoro accettato da entrambe le parti.  Grazie a questi progetti fatti per incrementare il background dello staff universitario, mi sono recato come “research stay” presso l‘ Universita di Vilnius ed il Politecnico di Tomsk, Russia. Due esperienze che mi hanno fatto crescere molto dal punto di vista professionale e personale. Da quest‘ ultima visita ne e‘ nata una collaborazione, la quale mi permetterà di fare un grande passo avanti dal punto di vista scientifico.

Quello che posso dire e‘ che sono pienamente soddisfatto delle mie scelte: rifarei tutto da capo. Alla domanda se vorrei ritornare in Italia, la mia risposta è no, non solo per le minori opportunità che ci sono nel mio settore, ma perchè qui mi trovo bene e vedo un futuro più chiaro e definito”.

Di Martino

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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