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Rettifiche… e interessanti precisazioni

Riceviamo e pubblichiamo, per completezza di informazione, la lettera che il nostro ascoltatore Alessio ci ha spedito, dopo aver ascoltato la puntata di “Giovani Talenti” del 6 giugno, nella quale vi abbiamo raccontato la storia di Antonio Di Martino, giovane ricercatore in Repubblica Ceca.

Grazie ad Alessio per le precisazioni rispetto a quanto detto in onda, che ampliano ulteriormente il quadro, sottolineando alcune pesanti arretratezze italiane:

“Ho ascoltato la puntata di oggi in cui parlavano alcuni dottorandi. devo sottolineare alcune inesattezze.

I dottorati attuali in Italia prevedono un cofinanziamento totale o parziale da parte del docente guida. Pertanto il docente non potrà che favorire i candidati che saranno in grado di giustificare il loro contributo, in linea con il progetto di ricerca che li finanzia. Di solito si tratta di un progetto europeo, perché il MIUR non fa un bando da tre anni. Pertanto il controllore è l’ente finanziatore, che ovviamente ti metterà nella lista nera se hai scelto il “brocco” e non l'”outstanding”.

L’anomalia italiana (e ceca) è fare il concorso. In tutti i Paesi normali si fa il colloquio e si verifica se il candidato ha le capacità di farti ottenere i risultati che hai promesso nel progetto di ricerca. Tanto è vero che i nostri colleghi inglesi, tedeschi, danesi ecc., arrivano al primo meeting di progetto con lo staff definitivo: noi stiamo ancora facendo concorsi, aspettiamo il via libera della Corte dei Conti (assegni di ricerca e co.co.pro.).

Infine, perché investire in impiegati ad alta formazione? Se non ci sono incentivi non conviene. In Francia il contributo governativo consiste nell’INTERO stipendio di chi è impiegato in ricerca e sviluppo in una impresa innovativa. In Italia?

Bella trasmissione, comunque”.

ALESSIO

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