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Un Avvocato in Polonia

Che dire? Si commenta da sola la lettera che Silvio Di Dea, il giovane avvocato protagonista oggi a “Giovani Talenti”, ci ha mandato per presentarsi… Leggetela, e sintonizzatevi questo pomeriggio per saperne di più!

“Mi chiamo Silvio Di Dea, ho 33 anni e sono un avvocato. Dopo aver lavorato in Italia per un periodo complessivo di circa 5-6 anni ho deciso di trasferirmi all’estero, nello specifico a Varsavia – in Polonia. Avevo già fatto una piccola esperienza qui in Polonia circa quattro anni fa (prima del conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione forense), per poi decidere di ritornare in Italia dopo aver superato l’esame di avvocato.

Entusiasta della mia conquista, nonostante la mancanza di aiuti esterni, ero molto fiducioso che con la sola forza, determinazione e competenza sarei riuscito ad iniziare un proficuo percorso professionale. Il mio entusiasmo però si è presto spento. Mi sono trovato da subito a combattere con un sistema molto complicato, dove contava molto di più chi sei e da dove vieni rispetto a ciò che vali. Purtroppo se non appartieni a certi ambienti, se non hai determinate amicizie e collegamenti, risulta tutto molto più difficile. Dopo quasi tre anni di sforzi e poche soddisfazioni decisi che non avevo nè voglia e nè tempo per combattere questo sistema. Facendo leva sulla mia pregressa esperienza polacca e sul fatto che in quel periodo (circa 10 mesi) avevo studiato e imparato abbastanza bene la lingua, ho cercato lavoro in uno studio legale a Varsavia. La ricerca è durata molto poco. Diversi studi si dimostrarono interessati alla mia candidatura, e nel giro di poche settimane feci diversi colloqui – dopo di che mi fecero un contratto di collaborazione.

Ora lavoro presso lo studio legale internazionale Derra, Meyer & Partner: in Polonia dirigo il desk dedicato ai clienti italiani. Il cambiamento rispetto alle mie esperienze lavorative in Italia è stato netto. Ora lavoro in un contesto di altissimo livello professionale, ho la possibilità di mettere davvero a frutto le mie competenze, la mia intelligenza e la mia voglia di fare e di crescere. Lo studio dove presto la mia attività mi sostiene, investe sulla mia crescita professionale, mi motiva e mi responsabilizza. In un anno e mezzo di lavoro in questo contesto ho avuto la possibilità di fare numerose esperienze che in Italia non sarei riuscito a fare neanche in dieci anni. Ciò che maggiormente mi stimola sono le prospettive. La Polonia è un paese in forte crescita, anche se ci sono ancora molte lacune da colmare, c’è una grande propensione allo sviluppo. Si ha la sensazione molto positiva e stimolante di avere numerose opportunità. Sta alle persone coglierle. Se vali, se ti impegni hai successo. La frustrazione ed il senso di impotenza che provavo in Italia sono magicamente scomparsi. Ora mi sento affermato, soddisfatto, rispettato e con la consapevolezza che il meglio deve ancora arrivare“.

Silvio Di Dea foto

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

 

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Ultimi commenti

  • sergio gramiero 4 ottobre 2015 / ore 10:39

    E’ l’ennesima lampante dimostrazione che viviamo in un paese in cui non c’è meritocrazia e le persone valide e capaci spesso vengono scavalcate dai mediocri in merito ma bravissimi nell’inciucio. Del resto basta guardarsi intorno a cominciare dai nostri governanti o aspiranti tali, oppure ai dirigenti di enti e partecipate pubbliche per rendersi conto che la meritocrazia e’ sconosciuta da queste parti. Dunque i capaci fuggono all’estero pronti a mettersi in gioco con la certezza che dove le regole sono giuste certamente avranno successo perché ciò dipende esclusivamente dalle loro capacità e competenze, mentre i mediocri ……….