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Controesodo in soffita – Le vostre reazioni/3

Ancora lettere di protesta e di richiesta informazioni, in seguito all’abrogazione di fatto della legge Controesodo, sostituita con una nuova norma sugli incentivi fiscali per il rientro dei talenti.

Oggi pubblichiamo la missiva di Stefano. E’ davvero amara, sintomatica della cronica sfiducia verso un Paese che fa e disfa le regole in continuazione. Speriamo riescano a metterci una toppa, l’Italia ha un dovere morale verso questi giovani che hanno scelto di tornare a scommettere sul proprio Paese:

“Buongiorno Sergio,

mi chiamo Stefano, ho 31 anni: mi piacerebbe esporti il mio caso per vedere se sia possibile scrivere un articolo/approfondimento, raccogliendo casi reali come il mio sul tema del rientro dei “cervelli” e delle recenti normative (articolo 16 del decreto legislativo 147). In sostanza ci sono famiglie che hanno deciso di rientrare in Italia, a condizioni salariali inferiori e dopo importanti esperienze lavorative all’estero, anche per merito della proroga al 31.12.2017 della Legge 238/2010. Ho letto la normativa e il suo articolo.

Io ad esempio mi sono trasferito a giugno 2015, dopo aver letto che a febbraio con il decreto milleproroghe, il beneficio fiscale del 70% era stato esteso fino al 31.12.2017. 

Giusto per darti il quadro della cosa: io guadagnavo il 50% in piu’ all’estero (per non parlare di mia moglie che pure lavorava all’estero e rientrata in Italia, essendo in dolce attesa, non ha potuto trovare nessun lavoro perche’ discriminata ai colloqui). Al mio rientro il gap tra lo stipendio americano e lo stipendio italiano era parzialmente coperto dal beneficio della 238/2010. Se il decreto legislativo viene applicato cosi’ com’e’ (cancella della proroga della 238) io non rientrero’ piu’ nei requisiti dal 31.12.2015, e in sostanza sono rientrato con fatica e sacrificio in Italia (contro il parere di molti… “che rientri a fare in Italia, qui non ci sono possibilita’!”), contando su un incentivo che era appena stato prorogato… e scopro dopo pochi mesi che le regole vengono cambiate anche a chi rientrava nel regime agevolato, con tutti i requisiti al momento del rientro.

Spiegarla cosi’ e’ difficile… il mio caso e’ davvero emblematico e mostra che forse “i cervelli” farebbero meglio a stare alla larga dall’Italia, perche’ se per caso pensano di ritornarci il Paese e’ pronto a fregarli, non smentendosi mai anche nei confronti di chi voleva dargli una seconda opportunita’”.

STEFANO

 

 

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