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Controesodo in soffita – Le vostre reazioni/5

Non si fermano le lettere di protesta e di richiesta informazioni, in seguito all’abrogazione di fatto della legge Controesodo, sostituita con una nuova norma sugli incentivi fiscali per il rientro dei talenti.

Oggi spazio alla lettera di Manuel, che -con una cristallina semplicità- ci spiega perché l’Italia ha fatto autogol, su Controesodo. Ricordiamo anche che Ministero del Lavoro e Ministero dell’Economia stanno lavorando ai decreti attuativi, che dovrebbero mettere una pezza sul pasticcio creato dalle due norme. Vi terremo aggiornati.

La lettera di Manuel:

“Mi chiamo Manuel, sono un ingegnere meccanico di 37 anni specializzato in energetica. Da più di 10 mi occupo di power generation, ho studiato a Berlino, ho lavorato in Italia e poi un anno e mezzo nel Sudest Asiatico e successivamente 5 anni in UK. In Inghilterra ho lavorato per una società americana, come consulente per banche e finanziatori di power projects, quindi con un ruolo a metà tra l’ingegneria e la finanza (mi occupavo di impianti realizzati in project financing).

Ho cercato e trovato un lavoro in Italia per tornare nelle mie terre, in provincia di Vicenza. Ho cominciato esattamente due settimane fa, in una azienda vicentina, lasciando gli amici, l’appartamento che avevo acquistato e le abitudini di un paese anglosassone con tutti i suoi limiti ma anche con mille opportunità, e uno stile di vita che qui è difficilmente raggiungibile. Nella mia decisione l’incentivo fiscale ha avuto molto peso, i profili come i miei sono ben pagati all’estero, pertanto l’incentivo indorava in parte la pillola (tra le tante da ingoiare) dello stipendio al rientro.

Devo dire che scoprire appena dopo essere rientrato (solo due settimane!) che la legge viene drasticamente ridimensionata, è semplicemente sconfortante… Soprattutto sapendo che a inizio 2015 era stata prorogata di due anni, dando una chiara indicazione e un segnale positivo a chi voleva tornare. Ho tanti amici all’estero, e molti vorrebbero tornare in Italia, ma la barriera economica è spesso troppo difficile da superare. 

Ho cercato di diffondere il più possibile le informazioni sulla 238/10, in pochi ne sono a conoscenza perché è poco pubblicizzata. Nemmeno l’Agenzia delle Entrate ha saputo darmi tutti i chiarimenti che chiedevo, il che è vergognoso. Le risorse ci sono, per una volta c’era una legge ragionevole che andava incontro a problemi sostanziali, e lo raccontavo con una punta di orgoglio ai miei amici non italiani. Ora invece rimane solo l’imbarazzo di spiegare che l’Italia, di nuovo, fa marcia indietro.

Mi sto sentendo con più persone possibili per diffondere la cosa e cercare di intervenire per salvare il salvabile”.

MANUEL

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