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Help! Consigli di medici espatriati?

Sbaglia, la nostra ascoltatrice Francesca, quando scrive che non abbiamo trattato puntate di medici italiani all’estero. Ne abbiamo avuti diversi, magari non recentemente. Anzi, incoraggiamo i dottori “under 40” a scriverci la loro storia (giovanitalenti@radio24.it).

Raccogliamo però estremamente volentieri il suo appello. A voi:

“Buongiorno,

sicuramente mi sarò persa le puntate giuste, ma non mi ricordo di aver sentito storie di giovani talenti italiani espatriati all’estero che fossero medici (anzi medici specializzandi), è possibile? Vorrei sapere se ci sono casi simili, se è possibile e/o fattibile per giovani medici concorrere per una borsa di studio in una specialità all’estero e venir trattati più dignitosamente che in Italia.

Se esistono esperienze di questo tipo, chiederei se possibile, di segnalarmele, per poter dare un utile suggerimento ad una specializzanda in medicina qua in italia, che, come tutti gli specializzandi nei reparti chirurgici, lavorano dalle 80-100 ore/settimanali in turni di 12-15-24h e oltre, continuativi e senza pause. 

 In un Paese dove purtroppo, specialmente in ambito pubblico, vale il nonnismo, dove i giovani laureati (magari con 110 e lode, che hanno vinto i concorsi pubblici per poter accedere alle specialità) vengono sfruttati senza remore, non vengono affiancati dai medici strutturati, e a cui non vengono consentite nè ferie nè riposi grazie al ricatto morale di poter venir espulsi dalla specialità o grazie al miraggio di poter esser assunti alla fine dei 5 o 6 anni di specialità (questo perchè, si sa, i concorsi pubblici di assunzione in ospedale sono sempre ‘guidati’ dai medici).

Ringraziando per la pazienza nel leggere il messaggio ed augurandomi di ricevere un qualche riscontro (magari anche reindirizzandomi verso altri canali)”,

FRANCESCA

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