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Architetti & Ingegneri in UK

Un curriculum internazionale, unito ad una grande voglia di conoscere ed “esplorare” la propria professione in Europa. Ingredienti che non sono stati sufficienti a Costanza Santovetti, 30enne architetto, per trovare le giuste opportunità nella Penisola. Così Costanza ha raggiunto il proprio compagno a Londra, dove ha trovato lavoro in un baleno. Soprattutto, ha visto realmente valorizzato il proprio cv.

Ma sull’Italia lei non perde le speranze – e propone anzi ricette per uscire dalla crisi:

“Mi chiamo Costanza, 30 anni, architetto, romana e un po’ ‘giramondo’. Dopo l’Erasmus a Siviglia e la tesi a Barcellona, mi laureo in Architettura nel 2010 presso l’Universita’ di Roma ‘Sapienza’.

La mia esperienza lavorativa inizia inaspettatamente in Italia ma, grazie al Programma Leonardo, riesco a ripartire poco dopo per un tirocinio presso lo studio Coop Himmelb(l)au a Vienna, mentre nel 2012 mi sposto a Parigi per lavorare presso lo studio Dominque Perrault Architecture.

Nel 2013 per motivi personali decido di tornare a Roma ma la situazione è molto peggio di quello che mi aspettassi… e capisco che non è ancora il momento di fermarsi. Mi trasferisco a Londra, dove lavoro da due anni come Architetto presso Arup, società internazionale di architettura ed ingegneria.

Io ho lasciato l’Italia non solo per rincorrere migliori opportunità, ma anche e soprattutto per mettermi alla prova, ampliare i miei orizzonti e stimolare la mia creatività di architetto. Non sono il tipo di persona che disprezza il proprio Paese, anzi, avendo avuto la fortuna di viaggiare, sono orgogliosa di essere italiana. Se a Londra io, insieme ai tanti italiani che lavorano qui, sono riuscita a realizzare i miei sogni professionali… è anche perchè l’Italia qualcosa di buono ci deve aver insegnato!

Per quanto riguarda il mio settore in particolare, credo che l’Italia debba ridare valore al ruolo dell’architetto nella sua società. Se vogliamo delle periferie all’altezza dei nostri centri storici, dovremmo dare agli architetti le opportunità e gli strumenti per fare  il  loro  lavoro. Questo vuol dire anche lasciare spazio ai giovani , che sono meno onerosi di un ‘archistar’ ,ed hanno dalla loro entusiasmo e voglia di affermarsi.

Insomma, quale giovane architetto italiano non sogna un giorno di camminare per la propria città e, alzando lo sguardo, di ammirare un edificio da lui stesso progettato?”

Costanza Santovetti

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

 

 

 

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