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La startupper che “traghetta” in UK…

Prima puntata dell’anno, che vogliamo trasformare in una “cassetta degli attrezzi” per i nostri ascoltatori: lo facciamo raccontando la storia di Teresa Pastena, 35enne startupper Oltremanica.

Oggi proveremo a dare qualche consiglio utile a chi cerca lavoro in un contesto anglosassone: il motivo lo spiega la stessa Teresa, nella sua autopresentazione per il nostro blog… 

“Sono arrivata a Londra nel marzo del 2008, con l’obiettivo di costruirmi una carriera nel “no profit”. Non è stato facile come credevo: nonostante avessi un ottimo percorso di studi, tirocini importanti, borse di studio all’estero e collaborazioni universitarie, ho dovuto ricominciare da stages (non remunerati) e percorrere una strada lunga due anni, prima di ottenere il mio primo contratto come coordinatrice di eventi per una ONG.

Il mercato anglosassone è spietato, e vince solo chi ha piena consapevolezza dei propri punti di forza e degli obiettivi da raggiungere, chiari e precisi. E’ molto facile perdersi nella ‘giungla londinese’, e l’errore di tanti ragazzi italiani è proprio quello di rimanere bloccati per mesi, spesso anni, in lavori completamente diversi da quelle che sono le proprie ambizioni. Viene spesso sottovalutata l’importanza di attività di volontariato per introdursi nel mercato anglosassone e acquisire maggiori competenze tecniche.

Altro errore è quello di ostinarsi ad ottenere un lavoro in un settore molto preciso che lascia poco spazio alla flessibilità e adattabilità del candidato. Si ambisce a ruoli alti, senza una comprovata esperienza nel settore o senza una precedente esperienza nel Regno Unito, a volte anche con una insufficiente conoscenza della lingua inglese. Non si prendono invece in considerazione quei lavori in cui si possono acquisire delle competenze ‘trasferibili’ – ovvero rivendibili nel settore a cui si aspira.

Nel mio caso ad esempio, cercavo lavoro nel “no profit”, e finii per ottenere un contratto di 6 mesi un’azienda “molto profit”, il Financial Times. Quella esperienza negli eventi, che io non volevo accettare perché si trattava di un contratto temporaneo, mi aprii poi le porte al “no profit”.

Dalla mia esperienza personale e professionale, nel 2012 nasce CV&Coffee, una società di consulenza lavoro e reclutamento specializzata in candidati Junior e Senior, con la conoscenza della lingua inglese e italiana. Reclutiamo in tutti i settori: dal banking al legale, dalle vendite alla contabilità, passando anche per profili medici. Per le consulenze lavoro, incontriamo i clienti nelle caffetterie londinesi dove, tra un caffè e una chiacchiera, conosciamo i punti di forza del candidato per scrivere CV e lettere motivazionali competitive.

Il mio consiglio per chi cerca lavoro a Londra o nel Regno Unito è di essere determinati, costanti nella ricerca e motivati. Londra non è l’Eldorado come spesso si racconta ma chi parte con umiltà e voglia di dimostrare le proprie competenze, può farcela! Lo conferma l’altissimo numero di professionisti italiani che hanno dei profili eccellenti e che sono riusciti, molto spesso con non pochi sacrifici, ad inserirsi brillantemente nel mercato inglese”.

Pastena

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

 

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