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“L’Italia certi ragazzi non li merita…”

Straordinaria, davvero straordinaria, questa lettera che ci ha inviato la nostra ascoltatrice Rita. Straordinaria, perché descrive alla perfezione lo stato d’animo di una madre verso la figlia in tempi così difficili, per i giovani. Da leggere fino alla fine.

A voi lettori chiediamo: cosa ne pensate? Quanto vi ci identificate? Anche voi vi trovate in situazioni simili? Fateci sapere la vostra, scrivendo a: giovanitalenti@radio24.it

La lettera di Rita:

Sono la mamma di quella che io ritengo non una studentessa modello, ma una ragazza creativa, curiosa, determinata, volitiva, impegnata, che sa guardare oltre i comuni orizzonti. Questa, e di più, é mia figlia, che ho allevato da sola, con grande amore, insegnandole che Cultura vuol dire Atteggiamento verso il mondo, e che perciò dai libri poteva imparare tanto, attraverso la curiosità e la consapevolezza della conoscenza.

Ai test della Luiss per la frequenza al primo anno di Giurisprudenza, si è piazzata 57esima. Nel corso dei cinque anni ha preso, frequentando scuole a parte, il primo livello di portoghese, il primo livello di russo, parla correntemente l’inglese e al terzo anno di università ha partecipato al Mun dopo selezione. Conosce, inoltre, un primo livello di tedesco e di francese. Ha anche ottime competenze informatiche.

Nel periodo universitario, durante l’estate, dal terzo anno in poi, ha fatto esperienza sia presso l’ufficio legale del Comune di residenza, sia presso un noto studio legale della sua città. Laureatasi nel 2014, nel 2015 ha preso il Master alla SIOI, a Roma, in istituzioni e politiche del diritto spaziale. A settembre 2015, per conto dell’ESA, in seguito a partecipazione bando di concorso, é andata in Francia per una full immersion sul diritto spaziale.

Nel 2016 stage all’Alenia Space a Roma, in un settore che niente aveva a che vedere con il titolo di laurea, ma nel quale mia figlia, ventiseienne, ha dato con grande successo il meglio di sé. Il suo capo avrebbe voluto trattenerla per lo stage di altri 6 mesi, stavolta pagati, sia pure miseramente. Ha inviato la domanda con il preventivo, ma bisogna vedere se ci sono fondi… Intanto, come da prassi, ha inviato il suo superdignitoso curriculum in varie aziende, ma… siamo in Italia, ovviamente!

Sa cosa credo? Che l’Italia non meriti certi ragazzi, ragazzi eccellenti, che hanno voglia di mettere in gioco le loro intelligenze. Sa? Mia figlia, anche se laureata in giurisprudenza, non ha temuto i numeri, anzi, è proprio la sua bella intelligenza e il suo impegno che le hanno permesso di creare un database.

Non è per tessere le lodi della mia ragazza che le ho raccontato questo, perché lei è molto di più, e come lei ci sono tanti ragazzi che vorrebbero lavorare, e lavorare in Italia.

Fin da quando era piccola le avevo preventivato tutto ciò e la invitavo, un domani, ad andar via da qui con serenità. Ora che il momento sta per arrivare, poiché le ho suggerito che, qualora non dovesse trovare nulla qui deve andarsene all’estero, sinceramente mi si stringe il cuore e so che anche lei, in realtà, forse perché ci sono io, lo farebbe a malincuore.

Del resto, cosa troverebbe qui? Forse degli stage dove ti spremono come un limone per poi mandarti a quel paese… posti che non si confanno agli elevati titoli posseduti, posti mal pagati, perché   in alto, ci mettono i loro figli e parenti e amici e raccomandati!

Noi genitori amiamo i nostri figli più della nostra vita, e all’estero vorremmo che ci andassero per diporto o solo in caso di necessità, dati i tempi che corrono!

RITA

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