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“Si può fare!”- Lettera dalla Germania

Per chi vive nell’incertezza, o nella depressione di un Paese che non sembra dare opportunità. E vede tutto nero.

Per chi pensa che sia tutto uno schifo, e che occorra alzare muri, discriminare persone diverse da noi, attaccare tutti quanti non la pensano come noi.

Leggetevi la lettera di Giulia. Ha qualcosa da dirvi. Dalla Germania.

“Caro Sergio,

il mio nome è Giulia,

ho scoperto “Giovani Talenti” grazie a mia madre, che dall’Italia mi pensa.

Voglio raccontare la mia esperienza da espatriata, non perché sia qualcosa di eclatante, ma perché sempre più noto, parlando con amici e coetanei, come sia necessario mostrare degli esempi concreti, per dimostrare che è fattibile, che è reale, che non è nulla di impossibile. Perché è vero che serve coraggio, ma si può fare. Anche per questo è stato un piacere scoprire Giovani Talenti e il lavoro che state facendo!

Quindi ecco la mia storia:

Ho 26 anni, sono originaria del Piemonte, parlo 5 lingue, attualmente vivo in Germania, sono un’ animatrice. Spiegare il mio lavoro in Italia e in italiano è sempre complicato, perché tutti pensano subito ai villaggi turistici. La realtà è che la mia professione in italia è semi-sconosciuta. Così devo aggiungere che “faccio i cartoni animati” (che è riduttivo), oppure che “sono un’artista, una regista, una film maker… insomma, quella roba lì”. Attualmente vivo in Germania e lavoro da casa da freelance, remotely, grazie a Internet.

Mi definisco una cittadina europea, forse anche del mondo, una globetrotter, siccome mi piace esplorare i diversi Paesi, viverli e immergermi completamente nelle loro realtà.
Penso sempre che la mia generazione sia fortunata. Abbiamo delle possibilità immense: siamo stati tra i primi a sperimentare l’Erasmus, a sentirci parte di un qualcosa di più grande di una nazione. Ci siamo insegnati a vicenda ad andare oltre i pregiudizi, le lingue, le culture e le abitudini diverse. Siamo cresciuti tolleranti e grati. Grati dell’accoglienza che riceviamo quando ci allontaniamo dal posto che chiamiamo “casa”, gentili con quelli che arrivano, perché sappiamo immedesimarci e sappiamo anche che i ruoli si invertono, presto o tardi.

Abbiamo a disposizione dei mezzi che una volta non esistevano e nemmeno si sognavano: mai è stato più facile di oggi muoversi e comunicare: Internet, l’inglese come lingua comune e infine una maggiore facilità di spostarsi. Tra i giovani europei (e non solo europei!) si respira questa sensazione: d’essere tutti uguali. E’ bella, è di fratellanza. Mi dà speranza.

E’ un po’ triste dirlo (e accidenti, la nota dolente arriva sempre quando parlo della mia patria), ma in Italia tutto questa speranza si sente di meno. Giovani e meno giovani, li sento tutti sospirare e lamentarsi. A volte ho paura che i miei coetanei non siano stati informati abbastanza e allora sono qui per gridare loro: SI PUO’ FARE! E’ possibile non accontentarsi di una situazione mediocre, è possibile andare ovunque, è possibile ricominciare. E’ possibile tirarsi su le maniche e ricevere riconoscimenti per il lavoro fatto, è possibile essere soddisfatti del proprio lavoro!

Non è facile, mai, ma è parte del gioco: io la vivo come una bella sfida con me stessa, un percorso che mi rende via via più sicura, sempre di più, passo dopo passo, fiera della strada fatta e fiduciosa in quello che verrà”.

GIULIA

 

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