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“Smettiamola di piangerci addosso…”

Una voce fuori dal coro, oggi sul nostro blog. La lettera di Giorgio, docente accademico che in Italia ce l’ha fatta. E invita a non piangersi addosso, ma mostrare il lato positivo del nostro Paese.

Personalmente apprezzo la carica di positività e ottimismo contenuta nella lettera di Giorgio, anche se non la condivido in tutti i suoi punti.

Rappresenta -in ogni caso- un interessante spunto di riflessione:

“Carissimi,

mi è capitato di ascoltare una vostra puntata, un pomeriggio, in autoradio. Mi rammarica il fatto che passi questo messaggio: “i talenti vanno all’estero”.

Questo non è vero. I giovani vanno all’estero per due motivi: 

1) per fare una esperienza di vita e professionale, sicuramente creativa e costruttiva. Direi, oggi, indispensabile; 

2) è più facile trovare lavoro. Intendo che si trova con minore sforzo e impegno. Quindi non è vero che quelli che vanno all’estero siano necessariamente i migliori.

Sarebbe costruttivo e incoraggiante, per i giovani, che intervistaste qualcuno dei moltissimi talenti che hanno avuto successo nel loro Paese: l’Italia! Ci sono moltissimi esempi di persone che, più che di farsi intervistare e farsi pubblicità, preferiscono dedicare il loro tempo al lavoro che svolgono con passione.

Io sono diventato professore ordinario nell’università italiana a 39 anni, ancora prima del compianto Rodotà. Eppure non ero figlio di nessuno!

E’ evidente che un requisito va rispettato, per trovare lavoro: bisogna saper fare ciò che la società chiede (il che a volte non è sempre in linea con le propensioni e le aspettative dei nostri giovani): di problemi da risolvere il mondo ne ha moltissimi. 

Dobbiamo finirla di piangerci addosso e far credere che l’Italia sia piena di gente corrotta e malavitosa, che non ci sia la meritocrazia, che non ci siano abbastanza laureati ecc. ecc.. La mia esperienza mi ha mostrato che in tanti altri Paesi europei è anche molto peggio. E i nostri laureati sono tra i più apprezzati al mondo.

Un caro saluto e buon lavoro”,

 

GIORGIO

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