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Olanda, terra di Imprenditoria

Grazie al nostro ascoltatore Giovanni, che -prendendo spunto da una recente puntata di “Generazione Mobile” sull’Olanda- ci fornisce importanti spunti aggiuntivi sulle opportunità nei Paesi Bassi, in particolare sulle occasioni imprenditoriali.

Invitiamo tutti a correggere, integrare e ampliare la nostra offerta informativa, diventando le nostre “antenne” sul posto.

L’e-mail per contattarci è sempre: generazionemobile@radio24.it 

Caro Sergio,

vivo all’estero da 15 anni, divisi fra Stati Uniti, Inghilterra, Spagna, Ungheria, e Olanda, dove sono in pianta stabile dal 2013. Ho appena scoperto la tua bella trasmissione, e il caso ha voluto che la prima puntata fosse proprio sull’Olanda, il posto che ormai chiamo casa.

Ho un commenti rapido sulla puntata, spero che crei uno spunto di riflessione per le prossime (che di sicuro seguiro’!).

Il primo e’ che si e’ parlato tantissimo (o esclusivamente) di lavoro dipendente, mentre l’Olanda e’ forse il posto migliore dove fare impresa. Io stesso, dopo una carriera da ricercatore all’universita’, arrivato qui mi sono messo a fare l’imprenditore e alla fine di aziende ne ho fondate tre. Non dico questo per farmi bello: in Olanda chiunque crea una azienda! Dal dipendente pubblico che decide di fare un part-time per dedicarsi in maniera semiprofessionistica al proprio hobby (facendo classi di yoga o di scacchi), al professore universitario che crea una spin-off pur mantenendo la propria posizione accademica (in Italia e’ addirittura proibito… mentre qui e’ invogliato).

Sarebbe quindi interessante parlare anche delle possibilita’ come imprenditore, soprattutto per quanti (come me o il tuo ospite) finiscono un dottorato e capiscono che rimanere all’interno dell’universita’ non e’ il proprio destino.

Ci sono tanti incubatori (io collaboro con uno dei piu’ importanti a livello nazionale, Yes!Delft) che aiutano proprio a diventare imprenditori, e ci sono tanti incentivi fiscali al proposito.

Per chiudere: Olanda, terra di opportunita’, anche e soprattutto imprenditoriali.

Grazie per il lavoro di tutta la redazione, un caro saluto da L’Aia!“,

GIOVANNI

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