Radio24 | Il Sole 24 ORE

Mobilità SI’, Esilio NO…

Oggi diamo spazio ad un piacevole ritorno: quello di Lidia Pittarello, a suo tempo protagonista di una puntata di “Giovani Talenti”. Lidia ci ha scritto questa bella lettera per aggiornarci sullo sviluppo della sua carriera professionale.

E, soprattutto, per fornirci spunti di riflessione preziosi sul tema “italiani all’estero”.

La lettera di Lidia:

“Gentile Sergio, 

sono stata la protagonista di una puntata della trasmissione “Giovani Talenti” ormai qualche anno fa (https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/giovani-talenti/planetologia-belgio-121935-gSLA3j4Ce) e cinque anni dopo volevo aggiornarla sul seguito.

Allora raccontavo della mia vita da “nomade della ricerca” in Europa, che dopo il Belgio mi ha riportata a Vienna, ove avevo svolto il primo soggiorno all’estero, ma stavolta con fondi miei. Novità dell’ultima ora, a settembre inizio un nuovo lavoro, sempre a Vienna, prima donna ad occupare il posto di curatrice della collezione di rocce del museo di storia naturale della città, unica italiana nell’istituto al momento (anche se forse ce n’erano già stati ai tempi dell’occupazione austriaca di parte dell’Italia). Dopo tanto peregrinare, a 10 anni dal dottorato di ricerca conseguito in Italia, a non ancora 40 anni compiuti, mi sono stabilizzata. Resterò all’estero, come desideravo. Peccato per l’Italia, che mi ha formata.

Molti colleghi italiani nel frattempo sono rientrati in Italia, sembra che qualcosa si sia sbloccato e parecchi accademici sono riusciti a prendere posto in patria. Ho conseguito anch’io l’abilitazione scientifica nazionale (ASN), non si sa mai…

Le annuali cene tra compagni di università si svolgono ancora, ma vi sono sempre meno partecipanti, chi è in Australia o in America del Nord rientra raramente e pure chi vive in Europa, coma la sottoscritta, spesso ha la famiglia all’estero e non torna in Italia per le feste, altri a questa età hanno figli piccoli che non possono lasciare a casa da soli, altri lavorano anche a Natale (soprattutto nelle compagnie petrolifere).

Penso che questo sia un segno che la Sua trasmissione abbia contribuito a smuovere  qualcosa. Le gente inizia ad essere cosciente della questione, che non è sempre un “problema”. La mobilità dei giovani, soprattutto in ambito scientifico ed accademico, è positiva, purché questa sia una scelta e ci sia la possibilità, per chi lo desidera, di riportare in patria le competenze acquisite. Purtroppo il nostro Paese continua ad attrarre pochi ricercatori stranieri. Sarebbe bello dare voce anche a loro (non solo scienziati, pure imprenditori), per capire cosa abbiano trovato in Italia che al loro paese non avevano.

Cordiali saluti”,

LIDIA

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.